Barolo, storia piemontese e tradizione enologica per il re dei vini

Barolo, storia piemontese e tradizione enologica per il re dei vini

Il Barolo nasce nelle Langhe piemontesi e richiede un invecchiamento di almeno 38 mesi. Ottimo con le carni e i formaggi stagionati

La Strada del Barolo e grandi vini di Langa è un percorso segnalato che attraversa le colline della Langa del Barolo, abbraccia le cantine produttrici e le aziende agricole per offrire ai turisti la possibilità di incontrare il re dei vini nei luoghi della sua produzione.
Il progetto, nato nel 2006, è realizzato dall'Unione di Comuni Colline di Langa e del Barolo e dall’Enoteca regionale del Barolo con l’approvazione della Regione Piemonte e del Distretto dei Vini Langhe Roero e Monferrato. La Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa vuole far conoscere la ricchezza enogastronomica, culturale, architettonica e ambientale del territorio della Langa di Barolo. 
La Strada unisce i comuni di Alba, Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d’Alba, Dogliani, Grinzane Cavour, La Morra, Monchiero, Monforte d'Alba, Montelupo Albese, Novello, Roddi, Roddino, Rodello, Serralunga d'Alba, Sinio e Verduno: uno degli scenari più affascinanti che il territorio piemontese possa offrire, luogo d'origine di alcuni fra i rossi piemontesi più noti al mondo.
 
Da dove prende il nome il Barolo? Proprio dal paese omonimo, il delizioso e quieto borgo di Barolo, che vanta origini antiche e profonde. Pare che il primo insediamento sia stato di origine barbarica, risalente all'alto medioevo. L'etimologia del nome nasce probabilmente dal celtico “bas reul”, cioè “luogo basso”, riferito forse alla conformazione geografica del territorio, dato che il paese si sviluppa su un altipiano circondato da colline.
 
È nel XIX secolo che inizia la storia del Barolo, più precisamente nel 1807 quando il Marchese di Barolo, Carlo Tancredi Falletti, prende in sposa a Parigi una nobildonna francese, Juliette Colbert di Maulévrier, pronipote del famoso Ministro delle Finanze del Re Sole. Fu proprio Juliette ad intuire le grandi potenzialità del vino prodotto a Barolo che, solo dopo una completa fermentazione ed un prolungato affinamento in legno, poteva rivelare tutte le qualità tipiche del suolo e del vitigno: il Nebbiolo, potente ed austero, in grado di durare nel tempo e di esprimere tutte le caratteristiche di questo straordinario terroir. 
Fu Juliette che spedì 325 carri carichi di Barolo a Re Carlo Alberto di Savoia. E così stupì la Corte, decretando la nascita del "vino dei re". Nel 1864, con la morte di Juliette, la prestigiosa dinastia dei Falletti si estinse: per perpetuarne il ricordo e l’attività benefica, fu creata, per volontà della Marchesa  l'Opera Pia Barolo.
Barolo non solo dà i natali all'omonimo e pregiatissimo vino, ma è anche il borgo medioevale che rappresenta una sorta di capitale per il territorio: se Alba è il centro nevralgico delle Langhe, un po' per la grandezza della città e un po' per l'importanza del tartufo bianco, Barolo costituisce il secondo polo di attrattiva, attorno al quale, sulle colline circostanti, sorgono altri magnifici e importanti borghi medioevali, quali La Morra, Serralunga, Castiglione Falletto, Roddi.
 
Per comprendere al meglio la storia di questo vino e di questo territorio, si consiglia di visitare il Wimu, il Museo del vino, nelle sale del Castello di Barolo, che ha caratteristiche innovative, lontane dalla museologia classica e conduce il visitatore in un viaggio attraverso la produzione, la cultura e la tradizione del vino.
Tra i produttori della Strada di Barolo, la Cascina del Monastero a La Morra vanta origini molto antiche nella tradizione dei monaci benedettini che hanno vissuto in questo luogo 300 anni introducendo la coltura della vite. Tra i vini prodotti, c’è il Barolo “Bricco Luciani” il cui affinamento avviene in piccole botti francesi dove il vino riposa per un anno, per poi passare in botti di rovere di Slavonia per due anni e, infine, per ancora un anno in bottiglia; il Barolo Annunziata, maturato in cantina almeno tre anni. Il Langhe Nebbiolo Doc dal colore rosso rubino intenso, derivato dall’invecchiamento di un anno in botti di rovere, accompagnato dai profumi floreali e dal gusto fruttato.
 
Un’altra interessante realtà della Strada del Barolo è rappresentata dalla cantina Ciabot Berton, così chiamata dal nome di un rudere all'interno della tenuta, gestita dalla famiglia Oberto che vanta origini antiche, tanto che già nel 1200 in un documento catastale di La Morra si fa riferimento al cognome Obertus, di origine germanica.
Sul finire degli anni ’50 del secolo scorso Luigi Oberto, insieme al padre Giovenale, coltivava due ettari di Nebbiolo sulla collina di Bricco San Biagio, vendendo le uve al mercato di Alba. In quegli anni Luigi decise di realizzare una cantina e di vinificare con l’obiettivo di dare maggior valore al proprio lavoro. Le prime annate di Barolo furono imbottigliate a partire dal 1961. Si trattava di poche migliaia di bottiglie, una sorta di riserva della botte migliore; una parte della produzione, invece, venne venduta sfusa alle grandi cantine della zona. Con il passare degli anni si aggiunsero altre terre da destinare alla coltivazione della vite, fino a raggiungere i circa 12 ettari attuali. 
Tra i vini prodotti il Barolo Roggeri, il Barolo Ciabot Berton, il Barolo Rocchettevino, il Langhe Nebbiolo, ma anche Favorita, Barbera e Dolcetto d'Alba.
L'azienda Mario Rivetti di Alba, di storica fondazione, nasce dalla passione di una famiglia per il mondo agricolo ed enologico. Dal 1968 Mario, Rivetti, spinto dalla passione per il mondo agricolo ed enologico, ha vinificato le proprie uve e ha commercializzato i propri vini. Nel 2000, dopo la prematura ed improvvisa scomparsa di Mario, le figlie hanno assunto la conduzione dell'azienda continuando la tradizione di famiglia.
La conduzione oggi è nelle mani di Loredana e Anna Maria che, cresciute tra vigne e vini, si occupano dell'intera gestione dell'azienda insieme ai loro mariti Domenico e Giuseppe. La famiglia segue interamente i processi delle proprie uve dalla coltivazione dei vigneti, alla vinificazione, imbottigliamento e vendita diretta dei propri prodotti, mantenendo intatta la tradizione ereditata. L'azienda Mario Rivetti produce il Nebbiolo  d'Alba Bricco Capre Doc, il Barbera d'Alba Bricco Capre Doc e il Dolcetto d'Alba Bricco Capre Doc. Tutte le realtà vinicole della Strada del Barolo sono   da visitare. Info: www.stradadelbarolo.it.
 

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