‘Un americano a Roma’, quando il cinema mostra il nostro amore per la cucina

La celebre scena in cui Sordi non “tradisce” gli spaghetti per il cibo Usa

La celebre scena in cui Sordi non “tradisce” gli spaghetti per il cibo Usa

In “Le Repas de bébé”, una pellicola di 42 secondi dei fratelli Lumière, i registi francesi mostravano un piccolo momento della vita di una famiglia normale con due genitori che davano da mangiare ad un bambino. Questa breve scena non ha cambiato la storia solo in quanto importante frammento del cinema del 1800, ma è stata anche un’importante dimostrazione dell’importanza del cibo per la società moderna.
 
Anche nel cinema italiano la gastronomia ha sempre avuto un ruolo significativo ed ha sempre mostrato la situazione sociale del periodo storico vissuto in quel momento e spesso l’uso del cibo nei film è cambiato in base al genere del film. 
Nel decennio del 1950, ad esempio, veniva usato specialmente in commedie che, al tempo stesso, mostravano la complicata vita delle persone povere ironizzando e aggiungendo elementi comici in modo tale che lo spettatore si potesse rivedere nel protagonista ma si sentisse anche sollevato all’idea di non avere così tanti problemi.
“Un americano a Roma” è uno dei più importanti film in grado di mostrare quello che molti giovani italiani pensavano degli Stati Uniti durante quel decennio. Il film è stato diretto da Steno (nome d'arte di Stefano Vanzina) nel 1954 con Alberto Sordi, uno dei più famosi attori comici nella storia del cinema italiano, come protagonista.
 Gli italiani del 1950 avevano un unico pensiero in merito agli americani: erano coloro che li avevano liberati dalla Germania durante la fine della Seconda Guerra Mondiale. Da allora gli Usa furono visti come una nazione potente, il Paese della libertà e un luogo dove iniziare una nuova vita.
 
Il protagonista di “Un americano a Roma” si chiama Ferdinando Moriconi, detto “Nando”, ed è un normale italiano medio di poco più di trent’anni che sta cercando un modo per andare a vivere negli Stati Uniti. Mentre aspetta la possibilità di potersi trasferire nel nuovo continente, si atteggia ad americano, si comporta cioè come pensa che farebbe una volta negli Usa. Praticamente rispecchia lo stereotipo del tipico attore hollywoodiano. Per sembrare più americano, aggiunge termini che pensa siano americani quando parla (come ad esempio “mami” e “papi”) e veste sempre con una maglietta bianca, jeans, cappello da baseball e bracciali di cuoio. Arriva a comprare un costume da poliziotto per potersi definire “poliziotto del Kansas City”. È infatti grazie a questa famosa frase che Alberto Sordi ottenne anni dopo la cittadinanza onoraria di Kansas City, Missouri.
 
Una della più famose scene del film ritrae Nando mentre decide cosa mangiare per pranzo. Ha due possibilità: un piatto di maccheroni tipicamente italiano, che inizialmente definisce “cibo da carrettieri”, con vino rosso, oppure un misto di marmellata, yogurt, mostarda e latte. 
Inizialmente decide di mangiare il cibo “americano” dicendo che è proprio con quello che gli americani vincono le guerre (cosa che ci riporta al fatto che l’America venga vista come la nazione potente e salvatrice). Dopo aver assaggiato quei cibi inizia lentamente a cambiare idea decidendo alla fine di mangiare il cibo italiano mettendo da parte quelli che pensa essere i cibi di un normale pasto americano affermando che non è cibo per umani ma piuttosto per animali (o addirittura per “uccidere le cimici”).
 
Questa breve scena comica dimostra quello che gli italiani provano per la loro nazione. 
Anche se gli Stati Uniti d’America sono sempre sembrati un luogo idilliaco, la cucina italiana è qualcosa di irriunciabile, è sempre stata un simbolo e un motivo d’orgoglio per gli italiani in giro per il mondo. Il nostro cibo è qualcosa che ci unisce come nazione e che simboleggia anche l’importanza della nostra relazione con la famiglia visto che i pasti spesso sono i momenti chiave in cui ci si riunisce.
 
È strano osservare come, molti decenni dopo il film di Steno, non molto sia cambiato. 
Gli Stati Uniti hanno fatto ulteriori passi in avanti da allora e si sono evoluti diventando ancora più potenti e con una ancor più grande varietà di etnicità nella popolazione e conseguentemente nel cibo che possono offrire. È ora possibile trovare ottimo cibo italiano negli Usa assieme a molti altri cibi internazionali altrettanto buoni. Anche l’Italia, dopo la fine della guerra, è andata molto avanti, sebbene gli Stati Uniti d’America vengano ancora visti come un luogo simbolo di salvezza economica, soprattutto durante l’attuale crisi che sta condizionando pesantemente la situazione occupazionale.
 
Allo stesso tempo, però, il cibo italiano viene ancora visto, sia dagli italiani che dagli stranieri, come un sinonimo di alta qualità. Non è importante stabilire se effettivamente il cibo italiano sia più o meno buono della cucina di altre culture, ma è interessante notare come, anche se uno può trasferirsi e cercare di nascondere ciò che è una volta all’estero, le sue origini si manifesteranno sempre se si osserva ciò che predilige mangiare. E questo mostra che dove c’è il nostro cibo, c’è casa nostra.
 

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