La Leonardo da Vinci Society ed Andrea Centazzo celebrano il Genio del Rinascimento italiano

la Leonardo da Vinci Society ha reso omaggio all'eccellenza della cultura italiana con una grande serata di arte e musica

A sessantaquattro anni di distanza dal primo Gala organizzato presso il De Young Museum di San Francisco, la Leonardo da Vinci Society ha reso omaggio all'eccellenza della cultura italiana con una grande serata di arte e musica.
 
In celebrazione del piu' grande genio del Rinascimento originario di Vinci, l'organizzazione no-profit sotto la Direzione di Amelia Antonucci ha dato vita ad un evento di gala alla presenza del Console Generale d'Italia Mauro Battocchi, ospite speciale il percussionista e compositore italiano Andrea Centazzo.
 
Alla presenza del “Master of Ceremonies” d'onore Cav. Alessandro Baccari, illustri rappresentanti della comunita' italo-americana, Paolo Barlera Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Paola Bagnatori Direttrice del Museo ItaloAmericano, Elisa Stephens Presidentessa dell'Academy of Art Uinersity, Carla Anisman dell'Accademia della Cucina Italiana Silicon Valley, Maria De Venezia dei Piemontesi nel Mondo, Jennifer Consalvi-Hodges Presidentessa di Le Donne D'Italia, Marilyn e Michael Cabak, Grazia Bennett di Baia.
Sponsors della serata: Istituto Italiano di Cultura, Fresca Italia, Un Po' Pazzo e Longega Events.
 
Lo spettacolo multimediale “Eternal Traveler” di Andrea Centazzo celebra uno dei più grandi geni del genere umano attraverso un mix di immagini create sui suoi disegni e pitture a fianco di immagini relative alla Toscana e al Rinascimento.
La performance musicale suonata dal vivo dal multi-percussionista è divisa in cinque capitoli, come esplorazione delle molteplici arte e delle ricerche scientifiche di Leonardo: “The Birth Of The Genius, The Anatomy of The Skull, Aqua Magic,  Shadows of War – Symphony of the Machine, Dreams of Flight”. 
 
L'italo-Americano ha intervistato Andrea Centazzo, artista residente a Los Angeles e già esibitosi nella Bay Area in passato con l'opera “Tina”, dedicata a Tina Modotti, e lo show multimediale su Einstein e la sua ricerca sulle onde gravitazionali.
 
Come nasce il concerto multimediale in cinque parti che omaggia Leonardo Da Vinci?
Alcuni anni fa, dopo una mia performance multimediale a NY fui avvicinato da una scrittrice e da una produttrice interessate a produrre un'opera lirica su Leonardo da Vinci. Nonostante avessi lavorato tantissimo sol progetto, facendo ricerche girando materiale video aiutato da Carlo Pedretti, all'epoca il massimo studioso di Leonardo, l'idea dell'opera su Leonardo naufrago' a causa di una mancanza sostanziale di fondi. Quando l' Air Museum di Palm Spring in collaborazione con l'IIC di Los Angeles e una societa' Australiana specializzata nella riproduzione delle macchine di Leonardo mi propose di concepire uno show su Leonardo, componendone le musiche e girando i filmati, accettai con entusiasmo visto la mole di lavoro gia' fatta per l'opera”.
 
E cosi' nacque 'Eternal Traveler' che debutto' appunto a Palm Spring a conclusione della Mostra sulle macchine di Leonardo e quindi fu portato a LA, in Italia, in Australia per approdare infine a San Francisco grazie all'interessamento della formidabile Amelia Antonucci della Leonardo da Vinci Society”. Impossibile rimanere indifferenti all'opera di Leonardo! Da qualsiasi lato lo si prenda, fu un assoluto genio che copri', unico nella storia dell'umanita', tutti gli aspetti dello scibile umano. 
 
Quale e' la fonte d'ispirazione che accomuna la tua esperienza artistica di percussionista, compositore e video-maker?
Una risposta va proprio cercata nell'ideale rinascimentale di artista. Oggi in un mondo che da spazio solo a una specializzazione monomaniacale, un artista che decide di dividere le sue energie tra vari aspetti dell'attivita' artistica, trova difficolta' enormi ad emergere. Nel Rinascimento, senz'altro uno dei periodi piu' fecondi dell'arte italiana, senza scomodare Leonardo, avevamo artisti che esploravano ambiti distanti tra loro affermandosi comunque sempre come maestri originali e plurimi. La sintesi del mio lavoro parte da quella visione dell'arte e si ispira a situazioni e altri grandi maestri in molti campi.  Troppe sono le influenze e gli stimoli avuti dall’arte e dagli artisti per poterli citare qui tutti. Mi sono nutrito di arte fin dall’adolescenza e onnivoro come sono ho sempre cercato di vedere/ascoltare/contemplare tutto di tutti.
 
C'e' un artista in particolare a cui ti sei ispirato?
Non ci si ispira a un artista ma alla sua opera, altrimenti uno dovrebbe detestare troppi artisti che come persone erano veramente da lasciar perdere.
Molto spesso da un segno, da una frase o da un suono nascono le mie idee migliori senza scomodare nessuno dei miei maestri principali. Ho avuto comunque delle figure chiave nella mia vita: Pierre Favre, insuperabile percussionista svizzero, che mi convinse a diventare un musicista, Giorgio Gaslini che mi lancio' nel mondo del jazz, Sylvano Bussotti che mi detto' alcune semplice regole per comporre meglio e l'indimenticabile maestro Armando Gentilucci che mi aiuto' a capire l'essenza del lavoro compositivo. “Last but not least” il padre del sax soprano Steve Lacy con cui ebbi l'onore di suonare e di registrare 6 fondamentali dischi per la storia del jazz contemporaneo, che mi squarcio' il velo davanti agli occhi dicendomi un giorno “play what you feel”. Fu la rivelazione finale che mi ha fatto diventare quel che oggi sono: un artista poliedrico non agganciato a generi, parrocchie o scuole.
 

 

 

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