Street food milanese al mercato metropolitano

Street food milanese al mercato metropolitano

Meno chat e più chiacchiere. Il mercato metropolitano invita a riscoprire la socialità tra le persone (Ph. Laura Rossi)

Metti un sabato mattina o una serata a Milano. Metti di voler andare in un posto  diverso, di voler stare in compagnia o comunque di voler fare qualche cosa di trendy. La soluzione più gettonata del momento? Il mercato metropolitano. 
Prendete la linea verde della metropolitana: la fermata è  Porta Genova. Oltre ad essere una delle stazioni della città di Milano, che collega principalmente il centro ai paesi confinanti, è la stazione di riferimento per chi voglia raggiungere i Navigli. Chi non conosce la movida di questa caratteristica zona? 
Questa è la prima tappa obbligatoria per i goliardici e festaioli  ma anche per i nottambuli o semplicemente per chi è alla ricerca di un po’ di vita e di aperitivi all’insegna della festa. La nuova frontiera dell’happy hour e di una serata a base di street food è il mercato metropolitano: immancabile per chi  vive questa città o anche per chi ne è in visita sia per motivi di lavoro che di piacere. Un nuovo punto di incontro dove è possibile trovare una varietà di pubblico che raramente si vede riunita in un unico  luogo. Questa location è aperta  a tutti ed è per tutti. 
 
Se la parola “mercato” vi fa sovvenire alla mente le bancarelle, siete un po’ lontani dalla reale essenza di questa area: il vero protagonista è il cibo ma l’ambientazione è del tutto inusuale. Il pubblico cambia in base all’orario. Se vi capita di andarci di mattina vedrete un affollamento alle bancarelle del caffè con facce assonnate e movimenti a rilento. C’è tempo prima di passare alla frenesia milanese! In giro per gli stand ancora semichiusi, solo curiosi. Qualche signora che si appresta a comprare prodotti artigianali. Tutti i tavoli sono vuoti ed il mercato sembra essere un luogo di pace.  
 
Il mercato metropolitano si sviluppa su un’area di 15.000 metri quadrati, la cui precedente funzione era quella di ospitare il mercato di Senigallia, noto anche come il mercatino delle pulci. Agli affari tra una bancarella etnica ed una di mobili recuperati dalle cantine, si sono sostituiti dei veri e  propri stand allestiti con strutture prefabbricate in legno, con vecchi furgoncini vintage o camioncini adibiti normalmente allo street  food. Fra questi si trovano tavoli con panche in legno o bancali apparentemente abbandonati con sacchi bianchi, che di sera diventano innovativi posti a sedere studiati con attenzione del particolare, dove fermarsi con gli amici, sorseggiando buon vino piemontese e mangiando una  bombetta pugliese. 
 
Verso mezzogiorno, soprattutto nel weekend, l’area si affolla di famiglie: le risa dei bambini si innalzano da ogni angolo, i genitori girano per i vari stand alla ricerca di qualche cosa che possa soddisfare sia i figli sia un loro personale desiderio di degustare qualcosa di sfizioso. Il mercato metropolitano diventa proprietà delle famiglie. Ora dell’aperitivo? Patatine e spritz fra una chiaccherata e l’altra, lasciandosi alle spalle lavoro e impegni. Un’area  del mercato è dedicata alla “free conversation” come scritto su un cartello ben visibile: spegnete i cellulari perché qui sono banditi: niente social chat o smartphone, in questo punto è di rigore il tradizionale contatto umano con tanto di conversazione. Utile ed intelligente iniziativa in un mondo incentrato solo sulla fretta, la  tecnologia e l’individualismo. 
Ecco calare il buio. Il pubblico cambia. Aumenta la presenza di  giovani e nottambuli che condividono la comune voglia di vedere amici, bere qualche cosa o semplicemente di entrare qui  per dire di esserci stati. 
 
Questa iniziativa che ha fatto moda a Milano, recupera un’area che si divide tra l’atmosfera urbana e i graffiti, ma acquista  stile dando vita ad un fenomeno di costume. Tutto qui si reinterpreta: vecchie cassette della frutta e verdura diventano dei muretti o dei porta vasi con bulbi in arrivo direttamente dalle fattorie. Cassette e bancali con sacchi pieni di terra diventano panche alternative su cui sedersi ed assaggiare la cucina giapponese o lo gnocco fritto. 
E’ un luogo gettonato per i prodotti regionali, tipici e caratteristici. La zona coperta del mercato ospita una serie di stand ed un vero e proprio negozio di prodotti alimentari, la cui caratteristica è di essere artigianali e ricercati. Sicuramente non sono adatti  per la comune spesa,  ma sono interessanti per scoprire marmellate dai gusti nuovi o aceti preziosi le cui gocce possono rendere unico il sapore dell’insalata. Gli amanti del cibo, ma anche i semplici curiosi, hanno un luogo in più per scoprire la vera essenzadi un tempo diverso nella capitale meneghina.

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