Jasmine Tommaso: “A Los Angeles ricomincio da me”

Jasmine Tommaso performance IIC L.A.. Photo: Benedetta Cicconi

Jasmine Tommaso performance IIC L.A.. Photo: Benedetta Cicconi

Note magiche lo scorso 5 ottobre all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles grazie alla voce calda e profonda di Jasmine Tommaso magistralmente accompagnata al contrabbasso dal padre, il famoso jazzista Giovanni Tommaso e alla chitarra da Lorenzo Grassi. Il trio ha dato il via a una serie di eventi che l’Istituto dedica alla “Settimana della Lingua Italiana nel Mondo”. Jasmine ha celebrato questo evento tanto atteso regalandoci non solo brani tratti dal suo ultimo lavoro “Nelle mie corde” ma anche pezzi della tradizione musicale italiana come “Ho capito che ti amo” di Luigi Tenco e “Ritratto in bianco e nero” di Mina. Assistere alla sua esibizione è stato come prendere una boccata di aria fresca e di buona musica.
 
La giovane cantante con talento e carisma ha conquistato la folta platea accorsa ad applaudirla e a farsi rapire dal suo sound accattivante. Una voce blues che con un repertorio classico e allo stesso tempo ricercato, coinvolge al primo ascolto. Jasmine romana da parte di padre e americana come la mamma Kelly ha una ricca formazione musicale alle spalle iniziata in Italia e coronata qui a Los Angeles. Jasmine scopre a soli nove anni la passione per la musica che ha la fortuna di condividere con il padre con il quale muove i primi passi. Così dai primi pezzi scritti nella sua cameretta a Roma all’esibizione di Jasmine al Tonight Show di Jay Leno il passo è breve, ma il meglio deve ancora arrivare per questa giovane promessa della musica.
 
Come e dove nasce la tua carriera musicale? 
Il mio percorso artistico comincia proprio in Italia. A Roma iniziai a studiare pianoforte e poi canto con un’insegnante davvero speciale: Catia Di Stefano. Negli USA ho poi approfondito la mia formazione come cantante studiando al Berklee College of Music con Donna Mc Elroy e al Los Angeles College of Music con Tierney Sutton. Nel settembre 2011 ho deciso di trasferirmi a Los Angeles perché avevo voglia di intraprendere la mia strada e ricominciare un percorso artistico da sola per capire meglio chi fossi. Così mi sono data da fare ed è stata da subito un’esperienza incredibile. Ciò che è sorprendente è la velocità con cui accadono le cose in questa città: con grinta e determinazione si può raggiungere l’inimmaginabile. Ho registrato il mio primo album intitolato “Listening Party”, prodotto da Marvin Etzioni, collaborato con il grandissimo produttore Saverio Principini fino ad esibirmi al mitico Tonight Show!
 
In che modo tuo padre, il musicista Giovanni Tommaso nonché Professore di jazz al conservatorio di Perugia e direttore dal 1986 dei seminari della Umbria Jazz Clinics, è stato determinante nella tua scelta artistica? L’esibirvi insieme ha consolidato il vostro rapporto? 
Mio padre per me è tutto. Oltre ad essere una persona che stimo infinitamente è il musicista che ammiro piu’ di ogni altro. Sono nata respirando il jazz e questo ha sicuramente dipinto il mio percorso musicale. Inizialmente l’ho respinto allontanandomi stilisticamente da quel genere perché mi sentivo costretta in quel ruolo che credevo non mi appartenesse. Scelsi di venire negli USA per approfondire le mie scelte artistiche. Sai qual è stata la scoperta più bella? Riconoscere che il jazz è parte integrale di me. Così è nato il mio desiderio di realizzare insieme a lui: “Nelle Mie Corde” come la celebrazione del bene che ci vogliamo e del nostro percorso artistico “padre e figlia”.
 
Come è nata la scelta di cantare prettamente in lingua inglese? A che genere musicale ti senti più vicina?
Non so come mai sia successo, ma ho sempre scritto testi in inglese. Ci sono solo un paio di canzoni che ho scritto in italiano, eppure ero a Roma quando ho iniziato. Sin da piccola mia madre mi parlava in inglese e spesso venivamo negli Stati Uniti a trovare mia nonna, quindi credo derivi semplicemente dal 
mio background. La mia musica racchiude più influenze. Nonostante sia stato predo-minante il jazz, ciò che scrivo contiene molte vene soul e pop. 
 
All’IIC ti sei esibita con tuo padre e Lorenzo Grassi. Come nasce questa unione musicale?
Volevo presentare una versione più intima del progetto discografico “Nelle Mie Corde”, originariamente registrato con pianoforte, contrabbasso, batteria e tromba. All’IIC abbiamo presentato il repertorio accompagnato semplicemente da voce, basso e chitarra. È stata una serata meravigliosa. La musica è stata arricchita da tanta emozione: purtroppo era l’ultima sera a Los Angeles per mio papà di ritorno in Italia. Lorenzo Grassi e’ stato il primo musicista con il quale ho cantato dal vivo qui a L.A., e cosi’ ho pensato di unire e celebrare questi magnifici musicisti che hanno segnato in maniera particolare il mio percorso artistico sia italiano che americano.
 
Che rapporto hai con LA e la comunità italiana?
Qui a Los Angeles ho conosciuto moltissimi Italiani e la maggior parte sono anche i miei più cari amici. C’è tra noi un reciproco supporto ed una stima che ci lega profondamente. Qui ci si fa forza e ci si sostiene l’un l’altro in maniera particolare. È stato bello ritrovare la sensazione di “casa” dall’altro lato del mondo. 
 
Jasmine tra 10 anni… come ti vedi?
Vediamo un pò…Mi vedo felice e con la voglia di continuare a crescere, sognare e imparare. Perché come dice mio padre...non si smette mai! 

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