Journalist Giuseppe Nappa - Live from Italy

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Giuseppe Nappa, a sinistra, con il regista Giuseppe Cossentino

 

Presentatore, Intrattentore, Speaker, Attore, e Giornalista Pubblicista. Cultore della canzone classica Napoletana. Nel Maggio 2014 scrive con la poetessa Tina Piccolo (“l’ambasciatrice della poesia nel mondo”)  un libro, Napoli Nel Cuore. Nel 2014, a sua rubrica, “Occhio all”Artista’ in cui lui e’ l’ideatore e conduttore, Giuseppe Nappa parla con i piu grandi del mondo dello spettacolo come Davide Morotta, Corrado Taranto e Mario e Sal Da Vinci. Nato a Napoli nel 1987, Giuseppe ha veramente,  come ha ben detto lui,  “vissuto tutte le forme di spettacolo.”

 

Domanda: Ciao Giuseppe. Sono molto contenta di poter collaborare con te. Senti Giuseppe, parlami un po’ della tua infanzia, dei tuoi genitori e della tua vita a Napoli prima di entrare nel mondo dello spettacolo.

 

Risposta:Vengo al mondo 27 anni fa. Una infanzia bellissima come tutti i bambini: giostre, divertimenti, gite con genitori e quant’altro ma fin da piccolo con una forte ammirazione e passione per lo spettacolo, il teatro, la tv, l’arte e la cultura. Mio padre Raffaele e mia mamma Lucia sono due impiegati che hanno dedicato la loro vita al lavoro e alla famiglia, ma lontani da quello che è l’arte e lo spettacolo. Anche se amano molto sia il cinema che il teatro. Fino ad arrivare a 15 anni quando inizio ad entrare nello spettacolo quindi inizio come animatore, intrattenitore fino ad arrivare poi a questo momento conduttore e giornalista. Diciamo ho vissuto tutte le forme di spettacolo.

 

D) Quando hai capito veramente che volevi entrare a far parte del mondo dello spettacolo?

 

R) Ho capito di diventare giornalista perché credo che in tutti i lavori ci voglia una specializzazione, quindi amando intervistare iniziando a farlo mi piaceva fare mie recensioni di spettacoli teatrali e a quel punto mi sono posto una domanda lo devo fare? Allora mi devo qualificare devo diventare almeno un free lance è cosi’ è stato. Ho capito che volevo entrare nello mondo dello spettacolo definitivamente a 18 anni, sai i primi anni mi divertivo essendo giovane, poi capii che senza spettacolo non riuscivo a vivere e come se mi mancava qualcosa nelle mie giornate, sembravano quasi vuote. E quindi mi sono detto. “Sarò un umile servitore del mio pubblico”

 

D)  Hai avuto qualcuno che ti ha ispirato nella scelta di questa carriera lavorativa? Oppure pensi che fosse già dentro di te… già predisposto?

 

R) Si diciamo che come presentatore mi sono ispirato a Mike Bongiorno per me è il vero presentatore ossia una persona che televisivamente entrava nelle case con estrema educazione quasi sembrava che chiedesse il permesso. Ora purtroppo non c’è piu’ ma va tutto il mio applauso a Mike; era un grande. Ancora mi sono ispirato come giornalista al grande Maurizio Costanzo e al grande Gigi Marzullo....

 Giuseppe Nappa con la scrittrice Tina Piccolo 

 Giuseppe Nappa con la scrittrice Tina Piccolo 

 

D) Che cosa non hai fatto ancora nella vita ma che vorresti fare?

 

R) Credo che ho  abbracciato tutti gli ambiti dello spettacolo, ho fatto tantissime cose

nella mia vita...tantissimi progetti realizzati con tanti amici dello spettacolo e dell’informazione come Diego Paura resp. della pagina spettacolo dello storico quotidiano di Napoli il Roma, lo sceneggiatore e autore Giuseppe Cossentino al quale abbiamo realizzato il “Teatro il Tv” che ci ha dato tantissime emozioni con attori professionisti arrivati anche dalla capitale, la poetessa definita da accademie e associazioni “ambasciatrice della poesia nel mondo” Tina Piccolo con la quale abbiamo pubblicato il libro “Napoli nel cuore” scritto a quattro dove c’è la prefazione di Diego Paura e il monologo di Giuseppe Cossentino “La Caffettiera Napoletana”. Cosa vorrei fare? Ancora tante cose ultima sto cercando di portare in teatro “le belle melodie che hanno partecipato al Festival di Napoli”. Per respirare e far respirare ancora la tradizione napoletana.

 

D) Hai detto che hai avuto una forte ammirazione per Mario Merola.

 

R) Anche se questa domanda mi fa sempre emozionare, Mario Merola credo che sia stato ed è tutt'ora un monumento per Napoli ma non solo per l’intero mondo. Merola è stato un grande per la musica napoletana e il teatro ha portato la sceneggiata in tutto il mondo. Credo sia difficile che possa nascere un Mario Merola è unico ed indimenticabile. Un personaggio che ho avuto l’immenso onore di conoscerlo e lo ammiro ancora tutt’oggi. Ricordo quando lo conobbi dissi: Posso stringere la mano a Napoli a Mario Merola?. Lui mi rispose: Stringi la mano all’amico Mario Merola. Che dirti di piu’, capisci la grandezza.

 

D) Certo. Mi ha molto impressionato il tuo modo di trattare le persone. Per te sono tutte importanti, tratti tutti con molta gentilezza e rispetto. Per un giovane che volesse seguire le tue orme, che consiglio daresti?

 

R) Ti confido una cosa- la mia famiglia credo che mi ha insegnato e me lo ripete ancora tutt’oggi uno dei valori piu’ importanti della vita “l’umiltà” io all’artista intervistato mi avvicino con estrema umiltà e sincerità perché questo mestiere lo faccio con il cuore. E se non lo fai con il cuore e la passione credo che non ti puoi avvicinare al mondo dello spettacolo. Ed è questo uno dei consigli che do  ai giovani che vogliono oppure  stanno intraprendendo il mondo dello spettacolo di farlo con il cuore e di studiare perché è importante stare aggiornati ed essere specializzati in ciò che si fa.

 

D) Le persone che hai intervistato sono tutti artisti bravi, ma certamente avrai anche tu i tuoi preferiti.

 

R) Preferiti non direi perché voglio bene tutti diciamo le interviste che mi hanno emozionato di piu’ sono state quelle di Marcello D’Orta grande professore e scrittore napoletano, Giorgio Pasotti grande attore, Francesco Merola figlio di Mario proprio a casa sua, la cantante e attrice Anna Capasso, insomma sono quelle interviste che ti lasciano grandi emozioni.  E qualcosa di particolare oltre ad essere grandi personaggi sono grandi persone.

 

D)  Da Mario Da Vinci ai Magic Brothers, ho notato tante parole belle e lezioni di vita vissute da questi artisti.

 

R) Mario Da Vinci un altro nome storico della canzone e del teatro anche lui ha portato la nostra canzone in tutto il mondo, mi emozionò una cosa che Da Vinci disse durante l’intervista io gli davo del lei e lui mi disse: “Non mi chiamare Maestro e non darmi del lei, chiamami Mario;” questa cosa mi emozionò tantissimo dare del tu alla storia di Napoli. I Magic Brothers sono dei giovani talenti Napoletani, veramente bravissimi nell’arte della magia e della comicità li ho intervistati perché veramente sono dei valenti artisti per me e spero che possono arrivare ad un grosso successo.

 

D) Vedo tanto talento nel mondo dello spettacolo Napoletano, vedo anche molto lavoro duro per riuscire ad arrivare al successo. Quali sono i passi più importanti che Napoli ha fatto negli ultimi 20 anni per i giovani talenti?

 

R) Si questo è vero a Napoli, ci sono tantissimi talenti sia come cantanti, attori, insomma varie categorie artistiche e persone veramente competenti ma ci vuole tanto lavoro prima di affermarsi definitivamente nel mondo dello spettacolo. Poi ci tengo ad dire una cosa io sono uno che difende sempre la propria città perché mi sento un figlio di Napoli, ovviamente non illustre, ma un figlio che cerca di portare la sua città in ogni posto che posso e che vado, però credo con immensa sincerità che  ci vorrebbe piu’ aiuto per il mondo artistico da parte di tutti e non solo anche una collaborazione univoca, tutti insieme uniti si potrebbero fare tantissime cose e allora si vedrebbe tanto sviluppo. E questo spero che accade quanto prima.

 

D)  Per i Napoletani,  io penso che la musica Partenopea sia parte della quotidianità della loro vita, un mezzo per esprimere anche i sentimenti, la storia di Napoli… Ti va di parlarmi di questa importanza della musica per i napoletani?

 

R) Io credo che la musica sia comunicazione, sentimento specialmente la musica napoletana è fonte proprio di vita. Ha fatto innamorare, commuovere, sono racconti di storia vera, la gente si immedesima nelle canzoni e nei loro interpreti.  Credo che sia stata una melodia esportata in tutta il mondo perciò io mi batto perché bisogna difendere la nostra cultura e la nostra tradizione. Napoli ha tanta arte e cultura ci sono molte cose da sapere e far vedere quindi io invito i nostri connazionali all’estero di venire a Napoli e non lasciarsi condizionare da alcune dicerie.

 

Napoli è bella ...è ammore, passione, tradizione. Napoli è vita.

 

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