Il sogno americano in musica dell'Italian Surf Academy

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I quattro componenti dell'Italian Surf Academy

 

Un viaggio indietro nel tempo che porta lo spettatore a rivivere la cultura cinematografica italiana dei grandi classici degli anni ‘60.
 
Attraverso l’esecuzione dal vivo di celebri brani musicali e suggestive proiezioni video, il quartetto dell’Italian Surf Academy ha messo in scena il suo “American dream” presso la galleria Emerald Tablet di San Francisco, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco.
 
Il quartetto formato da musicisti di origine meridionale, per la prima volta a San Francisco, ha reinterpretato con sonorità jazz, blues, rock e strumentale musiche dalle colonne sonore degli spaghetti western, film noir e polizieschi, composte da maestri come Ennio Morricone, Luis Bacalov, Carlo Rustichelli, Armando Trovajoli e tanti altri.
  Il gruppo italiano Italian Surf Academy si e' esibito alla galleria Emerald Tablet di San Francisco 

  Il gruppo italiano Italian Surf Academy si e' esibito alla galleria Emerald Tablet di San Francisco 

 
È così che grazie all’eclettismo artistico di Marco Cappelli (chitarra), Luca Lo Bianco (basso), Francesco Cusa (batteria) e Andrea Pennisi (visual), ci si trova dapprima in un film di James Bond, per poi passare ai capolavori di Sergio Leone “Per un pugno di dollari” e “Il Buono, il brutto, il cattivo”, “Django” di Sergio Corbucci, fino a “Diabolik” di Mario Bava (con colonna sonora di Morricone), considerato uno dei migliori film pop degli anni anni ‘60.
 
“L’immaginario del western e del sogno americano fa parte della nostra cultura d’infanzia”, ci ha detto il chitarrista Marco Cappelli, di origine napoletana, ma trasferitosi a New York.
“Le musiche che proponiamo sono tutte colonne sonore d’epoca, legate a quel mondo che in Italia era una proiezione di un immaginario americano filtrato attraverso la cultura italiana”.
 
Il progetto Italian Surf Academy, ispirato alla musica surf americana, ha preso vita nel 2010 in Italia riuscendo a riscuotere un grande interesse anche all’estero. 
 
“Abbiamo cominciato quattro anni fa per gioco, facendo cover americane in Italia dove abbiamo visto che la cosa funzionava bene. Poi abbiamo avuto l’occasione di fare un primo tour negli States nel 2011, e abbiamo pensato che andare a suonare cover americane in America fosse una stupidaggine”, ha aggiunto Marco.
 
“Abbiamo avuto l’idea di indagare in questo repertorio dove tutta la cultura dei film era solo ispirata a questa cultura, con un riferimento chiaro alla musica surf americana, una musica melodica un po’ legata al rock and roll con dei fraseggi molto larghi.”
 
“Quindi abbiamo fatto un disco per la Mode Records, al quale è seguito un tour invernale in Europa tra Francia, Norvegia e Italia, tutto dedicato ai film di Barbarella. Infine, è arrivata l’opportunità di questo tour pazzesco tra Cina, Giappone e Stati Uniti. In Giappone, in particolare, hanno registrato per noi un disco dal vivo con brani tratti dagli Spaghetti Western che uscirà presto. Abbiamo anche ricevuto l’invito a partecipare a un festival molto importante la prossima estate.”
 
 Nell’Italian Surf Academy, Marco sviluppa quelle sonorità che ha assorbito lavorando accanto ai nomi più importanti della scena musicale di New York, come John Zorn, Marc Ribot, Elliott Sharp, Anthony Coleman, Adam Rudolph, solo per citarne alcuni.
 
Il vj Andrea “Lapsus” Pennici, esperto nell’interazione fra musica e video, ci ha spiegato la scelta delle suggestive proiezioni che accompagnano la performance del gruppo.
 
“L’ispirazione e lo spirito del nostro gruppo sembra basata sull’improvvisazione. Dato che interpretiamo colonne sonore degli anni sessanta, ci sono delle citazioni prese dai film originali citati dalle canzoni, manipolati in maniera assolutamente originale. Io uso moltissimo l’avanguardia degli anni quaranta, sia nella velocità che nei colori, poi mixo esattamente come fa un dj, ma lo faccio con immagini”.
 
Il batterista e compositore Francesco Cusa, il quale ha oltre trent’anni di carriera musicale in Italia, oltre all’Italian Surf Academy, fa parte del collettivo artistico europeo Improvvisatore Involontario, nome anche dell’omonima etichetta discografica.
 
Il bassista Luca Lo Bianco, laureatosi al Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo dove ha ottenuto il master in Jazz e dove è ora professore di basso elettronico, ha suonato dal vivo in tutto il mondo.  È, inoltre, uno dei membri fondatori dell’etichetta Fitzcarraldo Records e dell’Orchestra In-stabile DIS/ Accordo.
 
“Queste colonne sonore italiane vengono riconosciute in tutto il mondo, è forse per questo motivo che il nostro progetto sta avendo molto successo non solo in Italia, dove abbiamo suonato in molti festival e concerti, ma soprattutto all’estero”.
 
A seguire il concerto della Città sulla Baia, della cui atmosfera tutti i componenti sono rimasti affascinati, l’Italian Surf Academy ha concluso il suo tour internazionale con un’ultima tappa a New York, prima di fare ritorno in Italia.
 
È possibile seguire le tappe dei loro futuri concerti sulla pagina Facebook: www.facebook.com/italiansurfacademy
 

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