Luna Rossa ha iniziato la sua sfida all'America's Cup 2013

Luna Rossa Prada nella San Francisco Bay. Photo: © Carlo Borlenghi/Luna Rossa

Luna Rossa Prada nella San Francisco Bay.

 

Nelle settimane che hanno preceduto l’inizio ufficiale della competizione di vela più importante al  mondo, il clima a San Francisco è cambiato in un continuo crescendo di emozioni, dato il grande lavoro svolto dai team e dall’organizzazione in vista dell’intensa giornata d’Apertura del 4 luglio scorso.
 
Quando il quartiere generale di Luna Rossa Challenge ha aperto le sue porte per l’incontro con i media, i quali hanno avuto come guida d’eccezione lo skipper Massimiliano Sirena, l’atmosfera che si respirava era davvero di grande concentrazione, dato l’imminente inizio della Luis Vuitton Cup che vede impegnati gli italiani con i neozelandesi di Emirates Team New Zealand (in attesa del ritorno in acqua degli svedesi Artemis Racing).
  Massimiliano Sirena spiega le modifiche richieste all'elevatore, all'interno del cantiere di Luna Rossa

  Massimiliano Sirena spiega le modifiche richieste all'elevatore, all'interno del cantiere di Luna Rossa

 
“Siamo tutti al lavoro perchè ci alleneremo in acqua domani prima della cerimonia di apertura, e dobbiamo risolvere alcuni problemi tecnici”, dice a tutti un sorridente Sirena mentre si appresta a fare il tour della base con noi giornalisti, “sono sicuro che tutti volete vedere da vicino la barca, piuttosto che la palestra dove ci alleniamo tutte le mattine”.
 
 La lunghezza infinita e lo splendore delle vele, l’imponenza delle due parti sospese in alto che compongono il multiscafo AC72 costruito in Italia, fanno infatti rimanere tutti con il naso all’insù mentre Massimiliano spiega i dettagli tecnici. Delle due vele disponibili, una è l’evoluzione tecnologica dell’altra, solo la numero due sarà utilizzata nel Round Robin di luglio.
 
“San Francisco è un evento particolare, in quanto ci sono delle condizioni meteo molto strane, con vento ad almeno 13 nodi e rafficate imprevedibili. Dipenderà molto da dove regatteremo in campo di regata, se lo faremo a ridosso della costa o meno. Credo che in realtà tutti i team ancora dovranno scoprire le vere condizioni e il modo di navigare di queste barche durante le regate. Un conto è navigare in mezzo all’oceano da soli, un conto è navigare in un campo di regata come questo”.
 
La modifica delle misure di sicurezza dopo la tragedia di Artemis avvenuta due mesi fa, e soprattutto le nuove regole introdotte dal Direttore di Regata lo scorso 29 di giugno, sono infatti il tema centrale di discussione ancora oggi all’interno dei team e del comitato organizzativo.
 
Nello stesso giorno della nostra visita a Luna Rossa, il team avrebbe presentato una protesta ufficiale alla Giuria Internazionale della 34^ America’s Cup chiedendo l’annullamento delle nuove regole, in quanto violano il Regolamento di Classe proposto dal Defender (il detentore) ed  accettato dai Challenger (gli sfidanti)  al momento in cui lanciano la sfida, modificabile solo con il consenso unanime dei team.
 
I cambiamenti apportati agli AC72, le barche più tecnologiche e veloci de sempre nella storia della competizione, sono tanti a confronto delle world series dello scorso autunno a San Francisco. Questo comporta un continuo processo di sviluppo tecnico da parte dei team.
  La squadra in allenamento nelle acque della Baia 

  La squadra in allenamento nelle acque della Baia 

 
“Il nostro obiettivo è di essere pronti per le semifinali, ma già dal Round Robin avremo dei cambiamenti da apportare alla barca. In merito alle nuove misure di sicurezza, siamo più che contenti di fare tutti i veri cambiamenti che danno maggiore affidabilità, ma alcune nuove regole introdotte (relative ai timoni ed elevatori dei timoni) non hanno niente a che fare con la sicurezza, piuttosto solo con la performance. Sarebbe il caso di smettere di parlare solo di sicurezza, in quanto non è così.”
 
Alla domanda su cosa sarebbe accaduto se la giuria non avesse accettato il reclamo, Massimiliano Sirena ha riposto: “Vedremo cosa accadrà, ma sarebbe davvero un male per il mondo della vela, perché è davvero ovvio e di fronte agli occhi di tutti cosa è successo”.
 
Lo skipper italiano, vincitore della scorsa edizione dell’America’s Cup con BMW Oracle Racing e protagonista come aiuto prodiere di altre campagne di Coppa America con Luna Rossa (nel 2000, 2003, 2007), ha inoltre aggiunto: “Non voglio dire che si provi ad avvantaggiare il team americano,  ma è la prima volta che nell’America’s Cup si fanno dei cambiamenti nel Regolamento di Classe solo perché vogliono farli, non strettamente legati alla sicurezza e una settimana prima della cerimonia di apertura. Perché non sono stati fatti l’anno scorso quando Oracle, che ha attuato queste modifiche già da aprile, si era rovesciata?”
 
Oltre al Presidente Patrizio Bertelli e Max Sirena, compongono l’equipaggio di Luna Rossa, supportato dallo Yatch Club Circolo della Vela Sicilia, altri diciotto componenti di cui molti italiani: il veterano Francesco Bruni (Afterguad), Paul Campbell-James e Chris Draper (Timonieri), Pierluigi de Felice (Trimmer), Simone de Mari (Foredeck/Grinder), Benjamin Durham (Coach/ Trimmer), Xavier Fernandez (Trimmer/Foredeck), Giulio Giovanella (Sailing Team/ Rigging), Nick Hutton (Bowman/Trimmer), Emanuele Marino e Dave Carr (Freestyler), Marco Mercuriali (Giudice e Consigliere), Manuele Modena (Trimmer), Marco Montis (Grinder/Diver), Wade Morgan (Grinder/Foredeck), Umberto Panerai (Preparatore Atletico), Alister Richardson (Wing Trimmer), Giles Scott (Grinder/Trimmer).
 
 In merito al ricorso presentato, la Giuria internazionale ha dato poi ragione al team italiano, il quale ha già preso parte alle prime avvincenti regate contro i kiwi di Team Emirates New Zealand.  A tutti loro va un “in bocca al lupo” per la Luis Vuitton Cup appena cominciata, con la speranza di poter seguire Luna Rossa fino alle fasi finali dell’America’s Cup.
 

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