Sbarchi sulle coste calabresi: migranti con gli stessi sogni di chi partì con la valigia di cartone

Sono ripresi gli sbarchi di migranti sulle coste jonico-calabresi

Sono ripresi gli sbarchi di migranti sulle coste jonico-calabresi

 

Dopo una lunga tregua preceduta solo da un arrivo verificatosi quest'inverno nella vicinanze di Reggio Calabria, è ripreso il fenomeno dell'immigrazione clandestina. È arrivata una carretta del mare, proveniente da Istanbul, con a bordo trecento persone tra uomini donne e bambini.
 
Le coste jonico-calabresi da anni sono prese di mira dalle organizzazioni clandestine nord africane che continuano, approfittando soprattutto delle condizioni metereologiche favorevoli estive, a far giungere carichi umani di ogni età.
 
Bianco e Roccella Jonica in Calabria, nella provincia del Reggino, sono finora stati i punti di sbarco dei viaggi clandestini giunti a distanza di pochi giorni tra di loro, ma comunque e in ogni caso, sempre durante la notte.
 
Tra l'altro, nello sbarco dei 160 immigrati a Roccella Jonica, si è andati incontro all'arrivo di una passeggera, venuta alla luce durante la navigazione. Una neonata che immediatamente è stata ricoverata unitamente alla madre all'ospedale di Locri (entrambe in buone condizioni di salute). Una buona notizia nella triste piaga delle immigrazioni clandestine.
 
Si prevedono nel corso del mese, nuovi avvistamenti di imbarcazioni con carico umano. Probabilmente gli arrivi saranno estesi a  tutta la zona della costa jonica calabrese che copre una lunghezza di quasi trecento chilometri.
 
La popolazione dei "passeggeri" delle carrette del mare sono prevalentemente siriani, afghani, turchi, iracheni e pachistani. Popolazioni diverse tra di loro, per etnia, religione e motivazioni politiche, ma tutte "nella medesima barca". 
 
Tutte alla ricerca di un destino, di una vita migliore, della prospettiva di un futuro diverso. Tutti animati dalla volontà di emigrare verso le coste di regioni che, come la Calabria, la Sicilia o la Puglia, a loro volta sono state un punto di partenza per altri flussi migratori poco più di mezzo secolo addietro.  
 
Emigrati che, allora come ora, con la valigia di cartone portarono con sè un carico di speranze non molto diverse da quello di queste popolazioni migranti che sperano di raggiungere un futuro fatto di lavoro, di inserimento sociale e dignità umana.                              

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