Il bosco incantato sul delta del Po ferrarese: gita in battello per scoprire un suggestivo paesaggio lagunare

La laguna di Comacchio, habitat deltizio per numerose specie animali

 

Con l'arrivo della primavera, dopo il grande freddo del passato inverno, non c'è niente di meglio di una gita alla scoperta del delta del Po ferrarese. L’acqua che non c'è più ha lasciato dietro di sé uno straordinario paesaggio, la terra di bonifica che va da Mesola a nord fino alle valli di Goro a sud.
 
 Il parco del Delta del Po occupa un'importantissima parte del territorio dell'Emilia-Romagna, che dal corso del Po di Goro si sviluppa fino a comprendere tutto il delta storico del fiume Po e le foci di alcuni fiumi appenninici quali il Reno e il Lamone, e le zone umide salmastre site lungo la costa adriatica e come la Sacca di Goro, le Valli di Comacchio, le Piallasse Ravennati, le Saline di Cervia, boschi e pinete come il Bosco della Mesola e la Pineta di San Vitale. 
 
Ricchissima è la presenza di importanti monumenti: l'Abbazia di Pomposa, S. Apollinare in Classe, i centri storici di Mesola, Comacchio, Ravenna e Cervia.
Al confine con Rovigo si estende la Riserva Naturale del Bosco della Mesola, che in epoca estense faceva parte di un'unica foresta ricchissima di selvaggina. Ancor oggi si può ammirare il castello della Mesola, con il suo centro di educazione ambientale e il Museo del Cervo o Cervo delle Dune, che vive nel Gran Bosco.
 
 Protagonista assoluto è il leccio, ma si trovano anche ginepro, frassino, olmo, pioppo. La riserva ospita daini, tassi, puzzole, volpi e numerosi uccelli acquatici: aironi, nitticore, anatre, folaghe, picchi, upupe, gruccioni e martin pescatori. Il Bosco si può visitare a piedi o in bicicletta. Al suo interno anche percorsi per non vedenti. Quali altre attività si possono svolgere nel Parco?
 
Per chi ama pedalare, qui l’argine del fiume offre un percorso cicloturistico denominato "Destra Po" che da Stellata di Bondeno passando per Goro arriva a Gorino sino alla Lanterna Vecchia e, in barca, sino al Faro di Goro, ultimo lembo di terra proteso sul mare dove il fiume termina il suo viaggio per sfociare nell’Adriatico.
 L'Abbazia di Pomposa

 L'Abbazia di Pomposa

 
 L’antico borgo di pescatori di Goro è caratterizzato da un porto peschereccio tra i maggiori dell’Adriatico, habitat ideale per l'allevamento di cozze, ostriche e vongole che si possono comprare direttamente scaricate dalle navi. Da qui e dalla vicina Gorino i battelli turistici conducono il visitatore a godere i magnifici scorci dell’ambiente deltizio, sempre mutevoli e affascinanti.  
 
Lungo l’antica Strada Romea, ecco l’Abbazia di Pomposa, che rappresenta le vestigia di un monastero che nel Medioevo visse il suo maggior splendore. L' elegante complesso custodisce al suo interno un tesoro di affreschi trecenteschi ed un pavimento in mosaico e tarsia.
Verso sud, dietro le località balneari, si trova Comacchio, insediamento lagunare di epoca tardo-romana su tredici piccole isole, celebre per i suoi canali e i caratteristici monumenti, tra cui il ponte dei Trepponti. 
 
Attraverso il Ponte di San Pietro e l'argine di Valle Fattibello si raggiunge il centro visite delle Valli, Stazione Foce, da cui partono diversi itinerari di grande suggestione a piedi, in bicicletta o in motonave alla scoperta degli antichi casoni di valle, dove un tempo vivevano i pescatori.
 
Collegata alle valli, si trova la Salina, con il suo alternarsi di canali, dossi, vasche per la raccolta del prezioso oro bianco, e dove vivono indisturbati bellissimi esemplari di uccelli come i fenicotteri rosa. 
Una bella panoramica sulle Valli di Comacchio si può avere percorrendo il margine occidentale fino a raggiungere l'argine del fiume Reno a sud, da cui si gode la vista della lunga penisola di Boscoforte. Al confine con la provincia di Ravenna, sorge Argenta, con le sue oasi naturalistiche, pievi, santuari e musei. 
 
Lungo la via Cardinala si trovano le tappe più importanti della sesta stazione del Parco del Delta del Po: il Museo di documentazione storica della Bonifica nell'Impianto Idrovoro di Saiarino, il Parco della Pieve di San Giorgio e il cuore organizzativo dell'Ecomuseo, il Museo delle Valli con l'annessa Oasi di Val Campotto, grande specchio lacustre dove trovano rifugio uccelli acquatici, in un ambiente circondato da olmi, pioppi, frassini. 

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