Il cinema emergente italiano secondo Grazia Santini, anima del NICE di Firenze

Il regista Stefano Mordini ha partecipato ad un incontro con una high school locale grazie al Youth Educational Management della SF Film Society

Il regista Stefano Mordini ha partecipato ad un incontro con una high school locale grazie al Youth Educational Management della SF Film Society

 

Mentre il panorama del cinema emergente italiano risente da alcuni anni ormai della difficile situazione economica a livello nazionale, offrendo agli aspiranti registi un supporto non sempre adeguato e una visibilità limitata, l’organizzazione culturale del New Italian Cinema Events di Firenze continua da oltre vent’anni un lavoro davvero importante in questo campo.
 
A San Francisco si è tenuta la 17^ edizione del festival New Italian Cinema, il quale ha registrato, oltre alla presenza speciale del celebrato regista Paolo Sorrentino, la presenza di molti film interessanti che hanno offerto uno spaccato della società italiana contemporanea.
 
Per la cronaca, il vincitore di questa edizione è stato Edoardo Leo con la sua commedia “Buongiorno Papà” (Out of The Blue).
  Grazia Santini, a destra, Direttrice Esecutiva del NICE insieme a Viviana del Bianco, Direttore del festival

  Grazia Santini, a destra, Direttrice Esecutiva del NICE insieme a Viviana del Bianco, Direttore del festival

 
La manifestazione americana è la prima in ordine di tempo e la più longeva, la prima edizione a New York è del 1991. Durante le settimane delle proiezioni, vengono organizzati incontri tra produttori e distributori locali e i registi italiani in trasferta. Quest’anno il regista Stefano Mordini (Acciaio) ha incontrato gli studenti di una scuola superiore a San Francisco, riscontrando un grande interesse.
 
Inoltre, grazie al gemellaggio tra la Provincia di Firenze e la Contea di Santa Clara, è stato proiettato nel campus dell’Università di Santa Clara il film “La Città Ideale” di Salvatore Lo Cascio, incentrato sulla città di Siena.
 
Abbiamo intervistato Grazia Santini, Direttore esecutivo del Festival insieme a Viviana del Bianco, la quale ha fatto un bilancio della 17^ edizione dell’ormai storico New Italian Cinema festival a San Francisco.
 
“Il bilancio vero e proprio del Festival si fa sempre al momento dell’apertura delle schede di voto degli spettatori nella serata finale, perché è il giudizio del pubblico sui film quello che decide il premio Città di Firenze.
Il premio non è di natura economica, ma è una targa che comporta grande riconoscimento e visibilità. Accade, infatti, che i film premiati trovino sempre più facilmente un distributore sia in Italia che negli Stati Uniti”.
   Il cinema Clay ha ospitato la 17^ edizione del New Italian Cinema 

   Il cinema Clay ha ospitato la 17^ edizione del New Italian Cinema 

 
Nell’edizione del 2013 ci sono stati alcuni cambiamenti nell’organizzazione del NIC festival rispetto agli altri anni, ma il pubblico qui a San Francisco risponde sempre con grande interesse.
 
“Quest’anno ero un po’ timorosa per quanto riguarda la presenza del pubblico in quanto c’è stato il cambiamento della sede del festival, dall’Embarcadero al Clay Theatre, ma la risposta è stata comunque ottima.
 
Abbiamo esordito 17 anni fa qui a San Francisco in un teatro in periferia a Delancy street, complesso autogestito, poi diventato col tempo molto alla moda. Col passare degli anni il Festival è diventato più importante, siamo stati al Kabuki Sundance Cinema per diversi anni con un notevole cambiamento di sala e di pubblico.”
 
“A seguire siamo stati all’Embarcadero Landmark Theatre, ma data la recente ristrutturazione era difficile fare i contratti di affitto. Quest’anno siamo al Clay Theatre, che è anche un teatro storico in stile art decò, che essendo più piccolo ha creato un atmosfera più intima, ma forse meno “festivaliera” rispetto al passato”.
 
“Pur avendo un pubblico affezionato e fedele che viene tutti gli anni, essendo un festival radicato che si svolge sempre nella settimana che precede il thanksgiving, l’evento è sempre più atteso ed il pubblico è più eterogeneo. Questo ci dà molta soddisfazione”.
 
Gli otto film scelti dal comitato internazionale di selezione del NICE fra i circa ottanta film prodotti in Italia durante l’anno in corso, sono importanti perché fanno la storia della nostra cinematografia emergente e danno un’idea più concreta agli americani di come si viva in Italia al giorno d’oggi.
 
“La qualità dei film anche quest’anno, come sempre mi permetto di dire, è molto buona. Abbiamo cercato di privilegiare vari generi, dal leggero, alla commedia, a quello più impegnato socialmente sui problemi dell’integrazione, dell’immigrazione, come ad esempio il film 'Alì ha gli occhi azzurri' di Claudio Giovannesi che abbiamo presentato. Il tema dell’integrazione tra culture diverse in Italia è sempre molto attuale, genera spesso dei conflitti generazionali in quanto le nuove generazioni sono più disponibili ed aperte, ma si scontrano spesso con la mentalità più tradizionale della famiglia. Sono dei problemi che si trovano molto nell’Italia odierna.
Il nostro scopo è sempre quello di portare buoni film, che facciano conoscere a fondo e dall’interno quello che è la società italiana attuale”.
 
“Oltre al programma dei film in concorso, per arricchire il festival, organizziamo sempre degli eventi speciali dedicati a un regista che in passato ha esordito con NICE e poi ha fatto carriera, come in questo caso Paolo Sorrentino, come è avvenuto per Matteo Garrone (Gomorra, 2008) il quale portò con noi il suo primo film già di grande qualità, Francesca Archibugi, Mimmo Calopresti. A loro che hanno compiuto un percorso di maturazione dedichiamo sempre una piccola retrospettiva, nonostante i pochi spazi sufficienti per ampliare il programma del festival”.
 

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