Attivata la rete diplomatica a difesa dei prodotti alimentari made in Italy

È stata attivata la rete diplomatica. È quando ha dichiarato il Ministro delle Politiche Agricole e Alimentari, Teresa Bellanova, come risposta alla notizia del blocco dei prodotti alimentari made in Italy a causa della paura del Coronavirus che potrebbe, secondo il numero uno del MiPAAF provare un “pericolo di concorrenza sleale”.
Inoltre, Bellanova ha spiegato anche che le ulteriori segnalazioni giunte in queste ore dalle associazioni di categoria, dal Gruppo Veronesi e da altri importanti player sono “allarmate” e “fin troppo eloquenti”.

“Siamo al lavoro insieme al Ministero della Salute e al Ministero dei Trasporti perché le nostre merci e i nostri prodotti alimentari non siano penalizzati da richieste e comportamenti irricevibili – ha spiegato Bellanova -. E stiamo sensibilizzando con le nostre Ambasciate, in accordo con la Farnesina oltre che come ovvio il Presidente del Consiglio, le autorità degli altri Paesi di quanto sta accadendo alle frontiere e anche della minaccia che la grande distribuzione tedesca possa non accettare le merci se gravate da ritardi”.

Secondo il Ministro delle politiche agricole e alimentari esiste infatti un pericolo di concorrenza sleale, per cui “è necessario e urgente che la Commissione Europea richiami tutti i Paesi membri al rispetto delle regole del mercato unico e alla leale collaborazione”. Perché, sempre secondo Bellanova, queste pratiche rischiando di mettere “a rischio i nostri prodotti, soprattutto la catena del fresco, e le nostre imprese, già gravate da una situazione eccezionale di criticità”.

“Abbiamo lavorato senza sosta, in queste settimane, per garantire il corretto funzionamento della filiera alimentare, mettendo in sicurezza per quanto possibile la sopravvivenza di imprese e lavoratori – ha evidenziato -. Ci aspettiamo che l’Europa, considerato come l’emergenza da coronavirus sia mondiale, comprenda a pieno questo sforzo. Le parole della Commissaria Von der Leyen, siamo tutti italiani, ci autorizzano a crederlo”, ha concluso il Ministro Bellanova.

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