La ricerca italiana che (anche all’estero) fa la differenza
L’Istituto Ramazzini di Bologna conduce ricerche sperimentali sui rischi di cancerogenicità e i rapporti tra sviluppo industriale, ambiente e salute
Da 30 anni a Ozzano Emilia, in provincia di Bologna, Umberta Conti organizza con successo uno spettacolo benefico a favore dell’Istituto Ramazzini di Bologna, conosciuto a livello internazionale per gli importanti contributi agli studi sulle cause del cancro nell’ambiente di lavoro. Queste ricerche hanno avuto un’importante ricaduta sulla medicina ambientale e del lavoro, stimolando il lancio di programmi di prevenzione e la definizione di livelli di protezione della salute pubblica che hanno salvato la vita di molte migliaia di persone nel mondo. 
I risultati di una ricerca dell’Istituto Ramazzini, riguardanti i rischi cancerogeni delle polveri causate dal crollo delle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2011, sono stati pubblicati sulla rivista “American Journal of Industrial Medicine”. La stessa rivista americana ha pubblicato altri importanti studi compiuti dal centro di ricerca dell’Istituto, come quello sull’asbestosi e l’uso dei pesticidi, tutti disponibili nel loro sito web.
Dal 1987 la rassegna anima le serate di Ozzano, tra gli odori dello stand gastronomico e le note provenienti dal palco. Quest’anno il cast delle 14 serate comprendeva nomi quali Riccardo Fogli, Dodi Battaglia (I Pooh), Paolo Mengoli, Michele, Marco Ligabue, Irene Fornaciari, Jalisse, Andrea Mingardi, Emanuela Cortesi, Alessio Creatura, Fio Zanotti, Tonino Raffaele, Massimo Tagliata e Franco Fasano. 
Massimo Tagliata e Franco Fasano hanno polarizzato l’attenzione del pubblico, con uno show in chiave jazz a cui hanno partecipato Fabio Grandi (batteria), Max Turone (basso elettrico) e Sandro Comini (trombone). Tagliata e i tre solisti hanno recuperato alcuni brani dal repertorio italiano come “Un bacio a mezzanotte”, sino a proporre, con l’intervento della cantante Sonia Cavallari, “Cheek to cheek”, il classico americano tratto dal film “Cappello a cilindro” (Top hat), interpretato da Fred Astaire e Ginger Rogers. Subito dopo Franco Fasano ha iniziato il suo live simulando scherzosamente il malfunzionamento del microfono, prima di eseguire “Mi va di cantare”, il brano che Louis Armstrong portò a Sanremo nel 1968, imitando pronuncia e tono di voce del grande Satchmo. 
Il pubblico ha seguito con partecipazione l’esibizione dei cinque musicisti, incominciando a scaldarsi all’ascolto di “Che sarà”, storico successo sanremese, sino a sciogliersi definitivamente durante l’esecuzione di “Regalami un sorriso”, la canzone di Fasano portata a Sanremo 1984 da Drupi. 
“Ti lascerò”, scritta da Fasano e interpretata da Anna Oxa e Fausto Leali, vinse il Festival di Sanremo nel 1989. Nell’esibizione la canzone è stata accompagnata da Tagliata alla fisarmonica e dai cori spontanei dell’attentissimo pubblico. La ritmica di ”Billie Jean” di Michael Jackson ha giocosamente introdotto “E’ mo’ è mo”, un’altra opera di Fasano, portata in finale a Sanremo 1985 da Peppino di Capri.
Il momento più commovente della serata è coinciso con il ricordo del 10° anniversario della scomparsa di Bruno Lauzi, che Fasano conobbe grazie a “Fiore di campo”, la sua canzone proposta inizialmente all’anziano artista e poi incisa da Franco Califano. Fasano ha ricordato un simpatico aneddoto riguardante “Certe cose si fanno”, il cui testo gli fu consegnato proprio da Bruno Lauzi, che gli disse: “Queste parole non è riuscito nessuno a musicarle, perché non provi tu?”. Una settimana dopo averne composto le musiche, la canzone arrivò a Mina che la incise nell’album “Veleno” del 2002. Fasano, durante l’interpretazione di questo pezzo, è stato affiancato da Roberta Bonanno che ha avuto l’occasione di sfoggiare la sua estensione vocale.
Lo show di Franco Fasano è proseguito con “Colpevole”, portata a Sanremo nel 2005 da Nicola Arigliano all’età di 82 anni, brano vincitore del Premio della Critica intitolato a Mia Martini. L’atmosfera swing di questo pezzo non poteva trovare situazione migliore come quella creata dalla “jazz band” presente sul palco, capace di adattare il proprio sound a canzoni molto diverse tra loro; notevole l’assolo di trombone di Sandro Comini.
Al termine della serata non è mancato il gran finale, la tradizionale passerella con tutti gli artisti presenti sul palco per cantare “Io Amo”, altro grande hit firmato Cutugno-Fasano, a conclusione di uno spettacolo molto apprezzato dal pubblico. Alternare la musica al racconto è lo stile live di Franco Fasano, un modo unico per conoscere situazioni, personaggi e aneddoti legati agli anni d’oro della canzone italiana.
Massimo Tagliata si è confermato quel talentuoso e sensibile musicista che è, rivelando doti d’intrattenimento e conduzione. Fabio Grandi, Max Turone e Sandro Comini sono ottimi musicisti, con tanta esperienza e talento, poterli ascoltare è un privilegio. E’ tanto tempo che Fasano e Tagliata partecipano all’evento benefico di Ozzano Emilia e tutto lascia presupporre che ci saranno il prossimo anno. 
Il pubblico è accorso numeroso alle serate di spettacolo e gastronomia ribadendo l’affetto della cittadina di Ozzano Emilia e di tutta la regione all’Istituto Ramazzini di Bologna e a quello che rappresenta a livello internazionale per la salute di tutti.
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