Per sogni e per chimere, in una mostra alla Fondazione Ragghianti il rapporto tra Puccini e l'arte

Una mostra da non perdere, quella aperta fino al 22 settembre a Lucca. “Ricostruire la trama di relazioni tra Puccini e il mondo artistico, che questa mostra restituisce per la prima volta nella sua totalità”.Con queste parole Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Ragghianti ha illustrato il fine che si sono posti i curatori della mostra “Per sogni e per chimere. Giacomo Puccini e le arti visive”, cioè Fabio Benzi, Maria Flora Giubilei, Umberto Sereni e lo stesso direttore. La mostra è stata allestita dalla scenografa Margherita Palli nei locali della Fondazione. Nell’occasione a Viareggio apre al pubblico in via straordinaria la Villa del maestro, dal 26 maggio al 22 settembre.

Nella mostra, veramente suggestiva, sono esposti 160 pezzi tra dipinti, sculture, foto, documenti e oggetti, con molti inediti. I visitatori troveranno opere ispirate a Puccini, compresi dei ritratti di Giovanni Boldini, Giacomo Grosso, Lino Selvatico, Edoardo Gelli, Leonetto Cappiello, Arturo Rietti e Paolo Troubetzkoy, e ai personaggi delle sue opere. Spazio anche agli artisti milanesi con cui Puccini fu in contatto durante il suo soggiorno meneghino negli anni Ottanta dell’Ottocento: i naturalisti Pompeo Mariani e Vespasiano Bignami; gli scapigliati Tranquillo Cremona, Eugenio Gignous; i tardo-scapigliati Luigi Conconi e Roberto Fontana. Inoltre vi sono opere di pittori e scultori che hanno lasciato testimonianza dei loro rapporti con Puccini, tra cui Galileo Chini, Plinio Nomellini, Luigi De Servi, Antonio Discovolo e tanti altri. Presenti anche opere dei pittori toscani che ruotarono intorno al Club La Bohème di Torre del Lago. Puccini era anche un collezionista di opere d’arte e in particolare apprezzava Gaetano Previati. La mostra si compone inoltre di fotografie d’autore, dei manifesti dei primi melodrammi del maestro, di bozzetti scenografici, abiti ed elementi di arredamenti.

Il direttore della Fondazione ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto per allestire il tutto, avvenuto recuperando diversi pezzi da diversi luoghi e coinvolgendo numerosi enti. La mostra è dedicata alla memoria di Simonetta Puccini, nipote del maestro,  sottolineando che l’esposizione vuole avere anche il significato di una “riconciliazione” nei rapporti tra Lucca e la famiglia di Puccini, che non sono sempre stati idilliaci.

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