(Ph congerdesign da Pixabay)

Ben 15.000 mq dedicati all’antiquariato: due padiglioni per accogliere un parterre di oltre 200 espositori italiani e stranieri con i loro oggetti d’altri tempi, rari e preziosi. ModenaFiere ospita la trentaduesima edizione del Gran Mercato dell’Antico. Spazio anche al vintage: tra gli stand rivivono capi unici che hanno fatto epoca, simboli dello stile di un tempo. In fiera è allestita una mostra dedicata al “Rigoletto”, dalla prima alla Fenice di Venezia nel 1851 a oggi, con gli spartiti storici, i costumi di scena, locandine e programmi teatrali.

Questo appuntamento conferma Modena come “capitale dell’antico”: la manifestazione ogni anno porta qui circa 20 mila visitatori e genera un giro d’affari di 1 milione e 200mila euro, compreso l’indotto di hotel, caffè e locali tipici.

Tra gli stand spiccano le nuove tendenze dell’antico: i giovani che arredano la prima casa sono molto interessati al modernariato, in particolare agli arredi che vanno dagli anni Sessanta agli anni Ottanta; o allo shabby chic, uno stile che propone mobili antichi (o fintamente antichi) ridipinti di chiaro, “rovinati”: i segni di usura danno un’aria romantica all’arredamento, ma anche un po’ trasandata: l’effetto d’insieme, però, è molto ben curato nei particolari. Ma non è finita: per chi cerca capi e accessori con un passato da raccontare tra gli stand si trovano abiti firmati, ma anche accessori e capi di abbigliamento sartoriali di pregio non griffati: tutti, però, rigorosamente Vintage. 7.8.Novecento, infatti, racconta anche il periodo che va dagli anni ’20 agli anni ’80, con la moda, gli articoli da collezionismo, i profumi, gli arredi, ma anche gli oggetti d’uso quotidiano in quei decenni.

In fiera c’è anche una mostra dedicata a quella che Giuseppe Verdi la definiva “la sua opera più bella”, il Rigoletto, dalla prima alla Fenice di Venezia nel 1851 a oggi. Sono esposti gli spartiti storici, i costumi di scena, locandine e programmi teatrali: una wunderkammer che raccoglie oltre 200 cimeli per ricostruire la storia di una delle espressioni più alte della nostra lirica. Un focus della mostra è riservato ai grandi interpreti: Enrico Caruso, Titta Ruffo, Maria Callas, Luciano Pavarotti.

La Galleria d’arte Ossimoro di Spilamberto propone poi, presso il suo stand nel padiglione A, uno spazio interamente dedicato a Modena, con opere legate sia alla storia passata che a quella più recente; qui sono esposti alcuni arredi estensi, dipinti appartenuti ai conti Molza, mobili del XVII e del XVIII secolo modenesi e numerose opere più recenti di Giuliano Della Casa, Franco Guerzoni, fino ad arrivare a Chiara Tagliazucchi e Roberta Diazzi.

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