Gondoliers wearing their traditional shirts (Photo: Oksana Ermak/Dreamstime)

Is there anything more quintessentially Venetian than a gondola? Well yes, perhaps: a gondoliere, or gondolier, to say it in English. We all know these colorful figures, so familiar to all those who visited La Serenissima at least once in their life, with their black pants, straw hats, and striped shirts:  but have you ever wondered why they are dressed that way? Where does the uniforme del gondoliere come from?

We should take a step back to understand. During the golden years of the Venetian Republic, gondoliers were privately hired by the most important – and wealthy – families in town for their own gondolas. Back then, their clothes were in line with the baroque style that was en vogue, with its damask coats, gold buttons, and wide trousers that’d tighten at the knee. They were known as gondolier de casada – an expression we learned from Carlo Goldoni’s theatre pièces-  and, in the collective imagination of their contemporaries, they were the equivalent of butlers in Edwardian English literature: a bit servant, a bit confidant of their masters. In those years, gondoliers’ clothes were made specifically for them, by specialized tailors. 

But today’s gondoliers, the ones who make so many tourists happy, are a relatively modern creation.  Up to the 1960s, steering gondolas wasn’t their only job: gondola rides were a seasonal affair so, often, gondoliers doubled as coalmen during the winter months. Then, mass tourism became a thing, and riding gondolas on the Canal Grande a beloved activity for all visitors. So being a gondolier became a profession in itself.

To fit rightly the part, they embraced a style inspired by sailors’ uniforms across Europe, as well as some ad hoc elements: enter the straw hat – often embellished by a ribbon – the black trousers and shoes, the silk cummerbund and, of course, the striped shirt.

Indeed, it is the red and white or – more recently – blue and white shirts we see in our minds when thinking of gondolieri,  a true symbol of the category. And if the association with traditional nautical design is easy to recognize, it may come as a surprise to find out that, perhaps, its adoption as a “uniform” is rooted in the world of cinema, more precisely, in a 1958 Dino Risi movie, Venezia, la Luna e Tu (Venice, the Moon and You), where legendary Alberto Sordi played the part of a gondoliere wearing a white and red striped shirt.  The look was so eye-catching and iconic that gondoliers decided to adopt it for real, or so the legend says.

Gondoliers in striped shirts and straw hats (Photo: Nigel Wallace/Dreamstime)

Whether this is the real reason behind the trend or not, the striped shirt has become an official part of gondoliers’ uniform, as attested by the Associazione dei Gondolieri,  which also specifies the stripes must be exactly 1 inch wide.

Today, being a gondolier is a serious deal: there are schools to attend not only to learn all about gondolas and sailing in the laguna but also foreign languages, which are essential for the job. The school also has compulsory courses on Venetian history and art, because a gondolier is not only a sailor, is a guide to one of the most beautiful cities in the world. Upon completion of the course, aspiring gondoliers must take an exam held by Ente Gondola: if they’re successful, they can finally register in the albo of the profession. Before finally investing in their gondola and showing Venice around to tourists, however, new gondoliers must train with an experienced colleague for a period between 6 and 12 months, at the end of which they’ll take another exam, a practical one this time, where they are required to  “drive in traffic,” or on a day of high tide.

Last but not least, all gondoliers are required to steer their gondolas with aplomb, because their profession is a representation of Venice herself: timeless, unique, perhaps quirky, but always elegant.

C’è qualcosa di più tipicamente veneziano di una gondola? Ebbene sì: un gondoliere. Tutti conosciamo queste figure colorate, così familiari a tutti coloro che hanno visitato la Serenissima almeno una volta nella vita, con i loro pantaloni neri, i cappelli di paglia e le camicie a righe: ma vi siete mai chiesti perché siano vestiti così? Da dove viene l’uniforme del gondoliere?

Serve un passo indietro per capire. Durante gli anni d’oro della Repubblica di Venezia, i gondolieri erano assunti privatamente dalle famiglie più importanti – e ricche – della città per le loro gondole. A quei tempi, i loro vestiti erano in linea con lo stile barocco in voga, con i cappotti damascati, i bottoni d’oro e i pantaloni larghi che si stringevano al ginocchio. Erano conosciuti come gondolier de casada – espressione che abbiamo imparato dalle pièces teatrali di Carlo Goldoni – e, nell’immaginario collettivo dei loro contemporanei, erano l’equivalente dei maggiordomi della letteratura inglese edoardiana: un po’ servitori, un po’ confidenti dei loro padroni. In quegli anni, i vestiti dei gondolieri erano fatti apposta per loro, da sarti specializzati.

Ma i gondolieri di oggi, quelli che rendono felici tanti turisti, sono una creazione relativamente moderna.

Fino agli anni ’60, guidare le gondole non era il loro unico lavoro: i giri in gondola erano un affare stagionale e quindi, spesso, i gondolieri facevano anche i carbonai durante i mesi invernali. Poi, il turismo di massa è diventato un’attività vera e propria e andare in gondola sul Canal Grande un’attività amata da tutti i visitatori. Così essere un gondoliere è diventata una professione in sé.

Per interpretare a dovere la parte, hanno abbracciato uno stile ispirato alle divise dei marinai di tutta Europa, oltre ad alcuni elementi ad hoc: ecco il cappello di paglia – spesso impreziosito da un nastro – i pantaloni e le scarpe nere, la fascia di seta e, naturalmente, la camicia a righe.

Anzi, sono proprio le camicie bianche e rosse o – più recentemente – blu e bianche che abbiamo in mente quando pensiamo ai gondolieri, vero simbolo della categoria. E se l’associazione con il tradizionale design nautico è facile da riconoscere, può sorprendere scoprire che, forse, la sua adozione come “uniforme” affonda le sue radici nel mondo del cinema, più precisamente in un film di Dino Risi del 1958, Venezia, la Luna e Tu, dove il leggendario Alberto Sordi interpretava il ruolo di un gondoliere con una camicia a righe bianche e rosse. Il look era così accattivante e iconico che i gondolieri decisero di adottarlo per davvero, o almeno così dice la leggenda.

Che questa sia o meno la vera ragione dietro la moda, la camicia a righe è diventata parte ufficiale dell’uniforme dei gondolieri, come attesta l’Associazione dei Gondolieri, che specifica che le righe debbano essere larghe esattamente 1 pollice.

Oggi fare il gondoliere è una cosa seria: ci sono scuole da frequentare non solo per imparare tutto sulle gondole e la navigazione in laguna ma anche le lingue straniere, che sono essenziali per il lavoro. La scuola ha anche corsi obbligatori di storia e arte veneziana, perché un gondoliere non è solo un marinaio, è una guida in una delle città più belle del mondo. Al termine del corso, gli aspiranti gondolieri devono sostenere un esame tenuto dall’Ente Gondola: se hanno successo, possono finalmente iscriversi all’albo della professione. Prima di investire finalmente nella propria gondola e mostrare Venezia ai turisti, però, i nuovi gondolieri devono allenarsi con un collega esperto per un periodo che va dai 6 ai 12 mesi, al termine del quale sosterranno un altro esame, questa volta pratico, in cui si richiede loro di “guidare nel traffico”, o in un giorno di alta marea.

Ultima cosa ma non meno importante, tutti i gondolieri sono tenuti a guidare le loro gondole con aplomb, perché la loro professione è una rappresentazione di Venezia stessa: senza tempo, unica, forse bizzarra, ma sempre elegante.


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