© simona flamigni | Dreamstime.com

Dear Readers, American History is being rewritten. Positive contributions made by our forefathers will soon disappear from our US.History Books. Before every shred of positive print is wiped out, I thought I would refresh your memory and mine by reprinting “I Am An Italian-American”…

My roots are deep in an ancient soil, drenched by the Mediterranean sun and watered by pure streams from snow-capped mountains.

I am enriched by thousands of years of culture.

My hands and mind are those of the mason, the artist, the philosopher, the scientist, the writer, the jurist, the man of medicine, and the tiller of the soil.

My thoughts and ideals have been recorded in the annals of ancient Rome, the poetry of Virgil and Petrarch, the literature of Dante Alighieri, and the philosophy of Benedetto Croce.

I am an Italian-American, and from my ancient world, I was the first to span the seas and return to spread the news of a new world. I am Cristoforo Colombo.

I am Giovanni Caboto, known in English and American history as John Cabot, discoverer of the mainland of North America.

I am Amerigo Vespucci, who gave my name — anglicized to “America” — to this new world.

I am the first Jesuit in the US, arriving in the early 1600’s. I was captured and tortured by the Iroquois, and then sold as a slave.  I escaped, and returned to teach them. I am Father Francesco Bressani.

I sailed on explorations from Florida to the Gulf of St. Lawrence; discovered New York Bay, Manhattan Island, and Narragansett Bay. I drew the first map of the Atlantic coast from North Carolina to Maine. I am Giovanni Da Verrazzano.

I mapped the Pacific from Mexico to Alaska and on to the Philippines. I am Alessandro Malaspina.

I am Filippo Mazzei, friend of Thomas Jefferson, George Washington, and Benjamin Franklin; my thesis on the equality of man was written into the Bill of Rights. 

I am Gaetano Carusi. In 1808, at the request of President Thomas Jefferson, I arrived at the Washington Navy Yard together with fourteen Italian musicians to form the first American military band, becoming soldiers and officers of our US Marine Corps.

I am Orazio de Attellis, Marquis of Sant’ Angelo. I established the Italian Guard in 1843 and defended Texas’ right to independence. I settled US claims against Mexico, and was the first native Italian to publish a newspaper in the US.

I invented and secured US patents for both the hydrometer and the mercurial barometer in the mid-1800s. I am Giuseppe Tigiabue.

I  was a Rear Admiral in the United States Navy and Commander of the North Atlantic Squadron which defeated the Confederate forces in the battle of the Mobile Bay. I am Bancroft Gherardi.

Hailed as the hero of our war against the Pirates of Tripoli, I was the proud pilot of both “Old Ironsides” and the “US Constitution.” I am Salvatore Catalano.

I was a cavalryman and trumpeter who fought under the command of General Custer at the Battle of Little Big Horn. I am Giovanni Martini.

I am Attillio Piccirilli, stone cutter and sculptor. I designed and sculpted the great statue of the seated Abraham Lincoln which graces Washington, DC.

I am Antonio Meucci. I was granted caveats by the US Patent Office verifying that I was in fact the inventor of the telephone. Five years later, following my death, Alexander Graham Bell managed to secure a patent and financial backing to establish telephone service, falsely representing himself as its inventor.

In 1904 I founded, in San Francisco, the Bank of Italy. I revolutionized banking by making loans and credit available to the workingman and farmer, and by opening the Bank of America, and made it the largest financial institution in the world. I am A.P. Giannini.

I am Enrico Fermi, father of nuclear science in America.

I am the first enlisted man to earn the Medal of Honor in the World War II. I am John Basilone of New Jersey.

I am those millions who served in America’s armies and the hundreds of thousands whose names are enshrined in the military cemeteries from the Revolutionary War to the Civil War, in those found in France and England after World War I; from the Rhine to Guadalcanal following World War II; and in Korea and Vietnam and the honored military cemeteries in our own United States.

I am the steel-maker in Pittsburgh, the grower and farmer and wine master in the rich valleys of California, the textile designer and garment maker in Manhattan, the fisherman who has braved our oceans, the movie maker in Hollywood, the homemaker and breadwinner in tens of thousands  of communities across our great land.

I am an American without stint or reservation, loving this land as only one who understands history, its agonies and triumphs can love and serve it.

I will not be told that my contribution is any less, nor my role not as worthy, as that of any other American.

I will stand in support of this nation’s freedom and future against all foes. 

My heritage has dedicated me to these United States of America.

I am proud of my full heritage, and I vow to remain worthy of it.

I AM AN ITALIAN-AMERICAN.

Cari lettori, La Storia Americana viene riscritta. I contributi positivi dei nostri antenati scompariranno presto dai nostri libri di storia americana. Prima che ogni brandello di stampa positiva venga cancellato, ho pensato di rinfrescare la vostra e la mia memoria con la ristampa di “I Am An Italian-American”…

Le mie radici affondano in un suolo antico, inondato dal sole del Mediterraneo e bagnato da puri ruscelli di montagne innevate. 

Sono arricchito da migliaia di anni di cultura.

Le mie mani e la mia mente sono quelle del muratore, dell’artista, del filosofo, dello scienziato, dello scrittore, del giurista, dell’uomo di medicina e di chi zappa la terra.

I miei pensieri e i miei ideali sono stati registrati negli annali dell’antica Roma, nella poesia di Virgilio e Petrarca, nella letteratura di Dante Alighieri, nella filosofia di Benedetto Croce.

Sono un italo-americano, e partendo dal mio mondo antico sono stato il primo ad attraversare i mari e a tornarci per diffondere la notizia di un mondo nuovo. Sono Cristoforo Colombo.

Sono Giovanni Caboto, conosciuto nella storia inglese e americana come John Cabot, scopritore del Nord America.

Sono Amerigo Vespucci, che ha dato il mio nome – anglicizzato “America” – a questo nuovo mondo.

Sono il primo gesuita negli Stati Uniti, arrivato all’inizio del 1600. Sono stato catturato e torturato dagli Iroquois, e poi venduto come schiavo. Sono fuggito, e sono tornato per insegnare loro. Sono padre Francesco Bressani.

Ho navigato durante le esplorazioni dalla Florida al Golfo di San Lorenzo; ho scoperto la baia di New York, l’isola di Manhattan e la baia di Narragansett. Ho disegnato la prima mappa della costa atlantica dal North Carolina al Maine. Sono Giovanni Da Verrazzano.

Ho mappato il Pacifico dal Messico all’Alaska e poi fino alle Filippine. Sono Alessandro Malaspina.

Sono Filippo Mazzei, amico di Thomas Jefferson, George Washington e Benjamin Franklin; la mia tesi sull’uguaglianza dell’uomo è stata scritta nella Carta dei diritti. 

Sono Gaetano Carusi. Nel 1808, su richiesta del presidente Thomas Jefferson, arrivai a Washington Navy Yard insieme a quattordici musicisti italiani per formare la prima banda militare americana, soldati e ufficiali del Corpo dei Marines statunitensi.

Sono Orazio de Attellis, marchese di Sant’Angelo. Ho istituito la Guardia italiana nel 1843 e ho difeso il diritto all’indipendenza del Texas. Ho risolto le rivendicazioni americane contro il Messico, e sono stato il primo nativo italiano a pubblicare un giornale negli Stati Uniti.

A metà del 1800 ho inventato e ottenuto il brevetto americano sia per l’idrometro che per il barometro al mercurio. Sono Giuseppe Tigiabue.

Sono stato Contrammiraglio della Marina degli Stati Uniti e Comandante della Squadriglia Nord Atlantica che sconfisse le forze confederate nella battaglia della Mobile Bay. Sono Bancroft Gherardi.

Acclamato come l’eroe della nostra guerra contro i Pirati di Tripoli, sono stato l’orgoglioso pilota sia del “Old Ironsides” che della ” US Constitution”. Sono Salvatore Catalano.

Sono stato il cavaliere e trombettista che ha combattuto sotto il comando del generale Custer nella battaglia di Little Big Horn. Sono Giovanni Martini.

Ho creato la cupola e quasi tutti i pavimenti in marmo e piastrelle, gli affreschi, i dipinti e le sculture che adornano gli interni della nostra capitale degli Stati Uniti. Mi chiamavano il Michelangelo dell’America. Sono Constantino Brumidi. 

Sono Attillio Piccirilli, tagliapietre e scultore. Ho progettato e scolpito la grande statua di Abraham Lincoln seduto che onora Washington.

Sono Antonio Meucci. L’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti ha verificato che sono stato io l’inventore del telefono. Cinque anni dopo, in seguito alla mia morte, Alexander Graham Bell riuscì ad ottenere un brevetto e il sostegno finanziario per istituire un servizio telefonico, dichiarando falsamente di esserne l’inventore.

Nel 1904 ho fondato, a San Francisco, la Banca d’Italia. Ho rivoluzionato l’attività bancaria mettendo a disposizione di lavoratori e agricoltori prestiti e credito e aprendo la Bank of America, facendone la più grande istituzione finanziaria del mondo. Sono A.P. Giannini.

Sono Enrico Fermi, padre della scienza nucleare in America.

Sono il primo arruolato che si è guadagnato la Medaglia d’Onore nella Seconda Guerra Mondiale. Sono Giovanni Basilone del New Jersey.

Sono i milioni di persone che hanno servito negli eserciti americani e le centinaia di migliaia i cui nomi sono custoditi nei cimiteri militari dalla Guerra di rivoluzione alla Guerra civile, in quelli di Francia e Inghilterra dopo la I guerra mondiale; dal Reno al Guadalacanal dopo la II guerra mondiale; in Corea e Vietnam e nei cimiteri militari onorati dai nostri Stati Uniti.

Sono il produttore di acciaio di Pittsburgh, il coltivatore e agricoltore e il maestro del vino nelle ricche valli della California, il designer tessile e confezionatore di abiti a Manhattan, il pescatore che ha sfidato i nostri oceani, il regista di Hollywood, il casalingo e il capofamiglia in decine di migliaia di comunità di tutta la nostra grande terra.

Sono un americano senza riserve, che ama questa terra come solo uno che capisce la storia, le sue agonie e i suoi trionfi può amarla e servirla.

Non mi verrà detto che il mio contributo è inferiore, né che il mio ruolo non è degno come quello di qualsiasi altro americano.

Mi schiererò a sostegno della libertà e del futuro di questa nazione contro tutti i nemici. 

La mia storia mi ha dedicato a questi Stati Uniti d’America.

Sono orgoglioso del mio patrimonio culturale, e giuro di rimanerne degno.

SONO UN ITALO-AMERICANO.


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