Ben 200.000 pellegrini percorrono ogni anno il Cammino di Santiago, verso la Spagna, ma si calcolano 8 milioni di presenze turistiche legate a questo flusso. È questa constatazione che ha ispirato in parte la nascita a Perugia, in Umbria, del Consorzio “Umbria & Francesco’s Ways”, che intende occuparsi della promozione degli itinerari dedicati a San Francesco e a tutti i luoghi da lui toccati nel corso della sua vita.

 
Il progetto prevede la proposta di “pacchetti” turistici molto interessanti, adatti ai trekker, ai turisti a cavallo, al pellegrino. la pubblicazione di una guida nei prossimi mesi, oltre alla creazione di un sito dedicato, www.viadifrancesco.it. Il percorso principale inizia da Chiusi della Verna, in Toscana, attraversa tutta la regione Umbria e giunge fino a Greccio,  nel Lazio, dove il Santo ha creato il primo presepe.
 
Vediamo di ricordare gli eventi più rilevanti della vita del Poverello. San Francesco nacque ad Assisi nel 1182 circa e morì nel 1226. Giovanni Francesco Bernardone, figlio di un ricco mercante di stoffe, istruito in latino, in francese, e nella lingua e letteratura provenzale, condusse da giovane una vita mondana; partecipò alla guerra tra Assisi e Perugia, e venne tenuto prigioniero per più di un anno, durante il quale patì per una grave malattia che lo avrebbe indotto a cambiare radicalmente lo stile di vita: tornato ad Assisi nel 1205, si dedicò infatti ad opere di carità tra i lebbrosi e cominciò a impegnarsi nel restauro di edifici di culto in rovina, dopo aver avuto una visione di san Damiano d’Assisi che gli ordinava di restaurare la chiesa a lui dedicata.
 
Il padre di Francesco, adirato per il cambiamento  nella personalità del figlio e per le sue cospicue offerte, lo diseredò; Francesco si spogliò allora dei suoi ricchi abiti dinanzi al vescovo di Assisi, eletto da Francesco arbitro della loro controversia. Dedicò i tre anni seguenti alla cura dei poveri e dei lebbrosi nei boschi del monte Subasio. Nella cappella di Santa Maria degli Angeli, nel 1208, un giorno, durante la Messa, ricevette l’invito a uscire nel mondo e a privarsi di tutto per fare del bene ovunque. Tornato ad Assisi l’anno stesso, Francesco iniziò la sua predicazione, raggruppando intorno a sé dodici seguaci che divennero i primi confratelli del suo ordine che elessero Francesco loro superiore, scegliendo la chiesetta della Porziuncola come loro prima sede.
 
Nel 1210 l’ordine venne riconosciuto da Papa Innocenzo III; nel 1212 anche Chiara d’Assisi prese l’abito monastico, istituendo il secondo ordine francescano, detto delle clarisse. Intorno al 1212, dopo aver predicato in varie regioni italiane, Francesco partì per la Terra Santa, ma un naufragio lo costrinse a tornare, e altri problemi gli impedirono di diffondere la sua opera missionaria in Spagna, dove intendeva fare proseliti tra i mori. Nel 1219 si recò in Egitto, poi  in Terra Santa, rimanendovi fino al 1220; al suo ritorno, trovò dissenso tra i frati e si dimise dall’incarico di superiore, dedicandosi a quello che sarebbe stato il terzo ordine dei francescani, i terziari. Ritiratosi sul monte della Verna nel settembre 1224, dopo 40 giorni di digiuno e sofferenza affrontati con gioia, ricevette le stigmate, i segni della crocifissione.
 
Francesco venne portato ad Assisi, dove rimase per anni segnato dalla sofferenza fisica e da una cecità quasi totale, che non indebolì tuttavia quell’amore per Dio e per la creazione espresso nel Cantico di frate Sole, probabilmente composto ad Assisi nel 1225. Francesco, che è patrono d’Italia, venne canonizzato nel 1228. Tante le stupende località da visitare lungo “la Via di Francesco”, che è consigliabile percorrere, per alcuni tratti anche a piedi, su itinerari stabiliti dal CAI Umbria. Per esempio,  a Spello meritano una visita il palazzo comunale, nel quale sono presenti iscrizioni romane, due ritratti di età Flavia, una pregevole biblioteca con mobilio di fattura veneziana.
 
La Collegiata di Santa Maria Maggiore ospita, nella cappella Baglioni, splendidi affreschi del Pinturicchio ed un pregevole pavimento di maioliche di Deruta. A Spoleto ci sono ancora più attrazioni, come la Rocca Albornoziana, posta  sulla sommità del colle Sant’Elia che domina Spoleto  simbolo della città delimitato da un alto sistema di mura perimetrali alternate da sei torri squadrate, tra le quali quella detta “della spiritata” e la “camera pinta”, affrescata con opere del Quattrocento.
 
All’interno della Rocca, due aree distinte: il Cortile d’onore, con il Museo nazionale del Ducato e uno spazio per mostre, concerti e convegni, e il Cortile delle armi, con un teatro all’aperto. Altro simbolo di Spoleto è il Ponte delle Torri che unisce la Rocca e il Monteluco,  lungo 230 metri e alto 82. Pare sia stato eretto tra il Duecento e il secolo successivo. Di questo incredibile monumento sospeso nel vuoto s’innamorarono tutti i più illustri turisti che passarono di qui, tra cui Goethe, che lo descrisse nel suo Viaggio in Italia, e il pittore inglese Turner, che lo ritrasse in uno dei suoi capolavori.
 
Il Duomo ha origini antichissime e riunisce in sé epoche e stili differenti. L’avvio dei suoi lavori risale all’XI secolo, quando la basilica venne eretta secondo il modello romanico. La Cattedrale custodisce alcuni affreschi del Pinturicchio, nella cappella Eroli, e di Filippo Lippi, nell’abside della navata centrale. A Ferentillo non si può perdere una visita all’abbazia di San Pietro in Valle e le mummie risalenti al 1700.
 
Il Lago di Piediluco, a pochissimi km da Terni e dalla Cascata delle Marmore, è infine  un vero gioiello navigabile incastonato nel verde.
L’obiettivo più  importante è riportare la gente a camminare su queste strade che non devono essere mai abbandonate.

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