Nella terra dei tufi, tra tradizioni ed emozioni, ecco Pitigliano

Nella terra dei tufi, tra tradizioni ed emozioni, ecco Pitigliano

La domanda sorge spontanea: esiste veramente? Arrivando dalla statale SS74, dopo un paio di curve, laddove le colline della Toscana si alzano regalando spettacoli quasi lunari, a testimonianza che siamo nella terra dei tufi, appare Pitigliano. Così, senza preavviso.

Il paese sembra essere stato creato dal tufo su cui è appoggiato. Pitigliano si presenta in tutto il suo splendore, regalando storia, tradizioni ed emozioni.

Appena entrati nel paese, ancor prima di varcare le mura, una graziosa piazza si presenta al visitatore. Questa è già un piccolo cuore pulsante della vita del luogo: vi si trova un fortino del 400  ora adibito ad affittacamere, alcuni ristoranti con vista panoramica e poi l’albergo Giussani, una istituzione storica. La mattina la colazione si fa qui al bar del Giussani: chiaccherando amabilmente  tra un caffè ed una briosche. C’è chi poi riprende il lavoro, chi invece parte alla scoperta di questi luoghi.

La storia ci racconta di tempi passati in cui Pitigliano fu sede di interessanti storie. Un paese caratterizzato da una società di tipo multiculturale: il quartiere chiamato la piccola Gerusalemme, ospita la comunità ebraica che qui si rifugiò diventando parte integrante del borgo.

Pitigliano è una località di vita ed eventi! Le manifestazioni folcloristiche, i raduni di auto d’epoca, le feste rinascimentali spesso movimentano le strette vie.

Immancabile da qualche anno a questa parte, la festa della contea, che per due giorni  dopo la metà di Agosto, trasforma il paese in un borgo di stampo rinascimentale. Le strade si riempiono di musica, tamburi che suonano, personaggi con abiti d’epoca sapientemente cuciti, che danzano ad ogni angolo. Un attimo di festa e di gogliardia che si protrae fino a notte inoltrata. I bambini giocano per le strade e trovare un tavolo libero in un qualsiasi ristorante, diventa un’impresa. 

Ad un certo punto il battere dei tamburi lascia il posto a suoni più gotici: cornamusa, corni, taburelli. La notte cala e la festa rinascimentale si raduna in pochi luoghi, dove i nottabuli conitnuano a  festeggiare. I musicanti hanno ora maschere di lupi, simboli gotici sul corpo, mentre davanti a loro una danzatrice del ventre, coperta da un pellicioto sulle spalle, si muove a ritmo di musica. Spiriti notturni è ora il vostro spazio, ricordando il Rinascimento, ineggiando alla notte. Nel silenzio quasi irreale del paese, questi suoni ricordano che la festa si è trasformata, ma non è finita. I partecipanti rimasti seguono a  tappe i musicanti, i magiafuochi e i saltimbanchi. Spiriti instancabili desiderosi di divertirsi.  La notte è ancora lunga e Pitigliano non ha volgia di dormire, non durante questo evento. Poi i corni e le cornamuse si ammutoliscono e i primi timidi raggi del sole colorano di una luce quasi innaturale il tufo: arriva il giorno, nottambuli, è ora di andare a dormire e di lasciar posto al fragrante profumo delle briosche appena sfornate.

Pitigliano ha da sempre incantato. Gli stessi etruschi si insediarono in queste aree, forse affascinati dalla bellezza del circondario, forse per l’amenità dei luoghi e la facilità di avvistare i nemici  in caso di attacco.

Vivere questo paese per qualche giorno permette di andare oltre alla classica visita turistica e di assaporane l’essenza vera: basta camminare senza fretta per le vie, entrare nei negozi di artigianato, sedersi a mangiare dei crostoni di ragù di piccione o cinghiale, sorseggiando un calice di vino locale. Soprende come si possano bere dei vini locali di ottima qualità a dei prezzi decisamente abbordabili. D’altronde questa è la filosofia dei prodotti a kilometro zero. La scelta su un buon calice di  vino è complicata solo per il fatto che ce ne sono numerosi e tutti meritevoli di un assaggio: il Morellino di Scansano, il  Cigliegino e perché non optare per buon calice di vino bianco Ildebrando? Questa è una etichetta tradizionale e indipendente che garantisce l’origine geografica del prodotto. Ancora è meritevole di degustazione  il  Kasher bianco, coltivato dalla comunità ebraica locale!

D’altronde il piacere di scoprire nuovi luoghi, non sta solo nel visitare ciò che essi ci offrono, ma anche nel viverli e tentare di comprenderne la quotidianità.

Pitigliano ha inoltre interessanti angoli storici. Uno fra essi è il palazzo Orsini, luogo nobiliare per eccellenza, che apre oltre 20 stanze al visitatore, con oggetti ed ambientazioni che riportano  ad  un passato di fasti.

Gironzolando per le vie ci si troverà di fronte alla fontana delle sette cannelle. Questa richiama al tempo del dominio degli Orsini e sembra quasi essere una naturale continuazione dell’acquedotto mediceo:  un’opera ingegneristica di grande rilievo. Gli amanti di un passato ancora più antico saranno affascinati dalla via delle cave, che testimonia la presenza su questo territorio della suddetta popolazione etrusca.

Pitigliano ha un circondario di tutto interesse che comprende paesi di rara bellezza quali Sorano,  Sovana e  Saturnia, la cui fama di località termale è nota in tutto il mondo. Per vistare Pitigliano basta voler uscire dal caos, dal mondo e lasciarsi cullare dalla vita pacifica di un borgo che da secoli vive sul tufo, imparando da esso che la fretta è una cattiva nemica e vivere lentamente, godendosi  attimi di qualità, fa la differenza.

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