La storia ancora nascosta di Richard Cain

La storia ancora nascosta di Richard Cain

Richard Cain (noto anche come Richard “Scalzetti”) nacque a Chicago il 4 ottobre 1931 da John e Lydia Scully. Ebbe un’infanzia difficile. Fatta dall’essere sballottato da una parte all’altra a causa dei continui e furibondi litigi dei genitori. Quando aveva solo sette anni i suoi genitori si separarono definitivamente. A lui toccò andare a vivere con il padre nel Michigan. Con la madre visse sempre un rapporto conflittuale.

Ebbe sin da bambino un sogno, entrare in polizia. Questo perché era cresciuto nel mito del nonno materno, un affermato imprenditore, assassinato dalla mafia per aver coraggiosamente denunciato i rapitori di un bambino.

Così quando ebbe l’età per farlo entrò in polizia. Sembrò destinato ad una brillante carriera. Inizialmente ricevette encomi e riconoscimenti. Divenne ufficiale. Poi qualche cosa improvvisamente cambiò. Di certo influirono le sue due incontrollate passioni: donne e gioco.

Ricostruire tutti gli eventi successivi è impresa pressoché impossibile. Di certo, da poliziotto, gli vennero contestati eccessi ingiustificati che lo videro sotto processo per omicidio (fu accusato di aver ucciso un presunto pedofilo). Ne uscì prosciolto. Poi di certo entrò in contatto con la mafia e soprattutto con il boss italo-americano Sam Giancana. Di certo fu in contatto con la CIA che lo avrebbe addestrato per alcuni anni nell’uso delle armi. Si parlò anche di un tentativo fallito per assassinare Fidel Castro. Di lui si disse, successivamente, che fosse un poliziotto corrotto al soldo della Mafia.

Intanto, nel 1962, grazie ad amicizie importanti fu nominato Capo dell’Unità di Investigazioni Speciali per la Contea di Cook. Poi nel 1964 , accusato di aver mentito ad un “Gran Jury” (rispetto alla sparizione di droga sequestrata),  fu espulso dalla polizia. Condannato a sei mesi gli fu aggiunta una precedente condonata pena. Finì in carcere. Si sa che poi continuò a fare la spola tra Chicago e il Messico dove si era trasferito Sam Giancana. Poi il 20 dicembre del 1973 a Chicago, mentre gustava un sandwich, gli si avvinarono due uomini e gli esplosero due colpi di fucile al volto.

Finiva così tragicamente la vita di uno dei personaggi più inquietanti degli Stati Uniti. Sam Giancana disse: “E’ come se mi fosse morto un figlio”. Ma legata a Richard Cain c’è anche una ulteriore ed inquietante ipotesi. Potrebbe aver avuto un ruolo anche nell'assassinio del Presidente degli Stati Uniti d'America John Fitzgerald Kennedy. Alcune ricostruzioni lo collocano accanto a Lee Harvey Oswald il giorno dell’omicidio di John Fitzgerald Kennedy. Per alcuni avrebbe potuto sparare proprio lui: Cain. Solo ipotesi certo, infatti, va ricordato che Lee Harvey Oswald fu giudicato responsabile dell'assassinio del Presidente degli Stati Uniti d'America John Fitzgerald Kennedy da tre inchieste ufficiali dell'FBI e dalla Commissione Warren.

E’ noto che Oswald, nei due giorni che intercorsero tra la morte di Kennedy e la propria, si dichiarò sempre innocente . Nel 1979 l'United States House Select Committee on Assassinations (Commissione scelta della Camera dei Deputati sui casi di assassinio) arrivò alla conclusione che, sebbene Oswald fosse il probabile esecutore materiale , l'assassinio del presidente potrebbe essere stato frutto di un complotto, pur non riuscendo a identificare le persone o organizzazioni che ne sarebbero state coinvolte. Ed è tra queste ultime ipotesi che, nel tempo, si è accreditata quella che conduce a Richard Cain. Quel Richard Cain la cui mamma, Lydia Scully (in realtà il cognome era Scalzitti), era figlia di due emigranti abruzzesi. Sia il padre Olimpio Scalzitti (ebbe il coraggio di denunciare dei mafiosi coinvolti in un episodio di “Kidnapping”) e Vincenza Grossi erano entrambi nati a Scontrone (L’Aquila).  

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