Cooperazione scientifica tra l’Italia e Uc Davis: agroalimentare, biotecnologia, zootecnia e ingegneria sismica

Dopo Washington, dove ha incontrato Sonny Perdue, neo Segretario all'Agricoltura dell'amministrazione americana, il Ministro per le politiche agricole e alimentari Maurizio Martina è volato a San Francisco dove ha visitato il campus universitario di UC DAVIS.

Qui è stata “ufficializzata la firma del protocollo di cooperazione scientifica tra questa prestigiosa Università, specializzata in campo agroalimentare, biotecnologico, zootecnico e nel campo dell'ingegneria sismica, con il nostro Crea, Centro per la ricerca e l'economia agraria”.

Uc Davis, osserva Martina, “è senza alcun dubbio tra le migliori università al mondo per il settore, basta fare una breve visita al campus per capirne l'importanza e il valore. Possiede il più importante laboratorio di ricerca in campo vinicolo e attività su tutte le più importanti frontiere della ricerca e della tecnologia di settore: dell'agricoltura di precisione, alla zootecnia, dalla genetica e genomica vegetale alla chimica degli alimenti. Abbiamo incontrato alcuni dei ragazzi italiani che fanno ricerca qui, con una straordinaria passione per il loro lavoro e un grande desiderio di continuare a collaborare con il nostro Paese”.

“La partnership con il Crea – conclude il Ministro – penso possa essere un'occasione unica per sviluppare nuove relazioni internazionali sul versante della ricerca sempre più all'altezza del patrimonio agricolo e agroalimentare italiano riconosciuto e molto apprezzato anche a queste latitudini”.

A San Francisco, il Ministro, accompagnato dal console generale Lorenzo Ortona, ha anche visitato il Maria Manetti Shrem Museum of  Art. Quindi, in Consolato generale, ha assistito alla presentazione del progetto AgriOpenData di Ez Lab, start fondata da Massimo Morbiato.

AgriopenData, si legge sul sito di EzLab, “mira a creare un sistema di supporto decisionale per il settore agricolo che aiuterà e sostenere le aziende agricole per gestire correttamente i trattamenti erbicidi e fertilizzanti, attraverso la raccolta e lo sfruttamento dei dati aperti, integrati con le informazioni raccolte durante il lavoro sul campo”.

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