Back to the Land of Explorers (Part III): Vespucci and Florence

Montefioralle – not much far from Greve in Chianti, a town 30 kilometers south of Florence – which some consider the real birthplace of the great explorer

Montefioralle – not much far from Greve in Chianti, a town 30 kilometers south of Florence – which some consider the real birthplace of the great explorer

Having discussed Christopher Columbus, John Cabot, and the traces these great navigators have left in Genoa and Venice, our tour of the “land of explorers” ends with a closer look at Amerigo Vespucci’s origins and presence in the city of Firenze. Unlike the two ancient Maritime Republics we have already dealt with, Florence is almost 100 kilometers away from the nearest sea.
 
Nonetheless, during its long history the place gave birth to many important seamen, such as Vespucci himself or Giovanni da Verrazzano, who discovered the New York Bay and Cape Cod – among other locations – in 1524. It is surely no surprise that the Florentine people are now willing to open a Museum of Tuscan Navigators inside the former residence of the Vespucci family.
Amerigo Vespucci was an explorer, an observer and a cartographer
Amerigo – or the “Man Who Gave His Name to America”, as he has been called (the continent being named after Americus, the Latin version of his first name) – was born here in Florence in 1454. According to tradition, his family had originated in Peretola, a suburb of the city which was then a village of its own: no wonder this district hosts their oldest home and the Amerigo Vespucci Airport. Anyway, the family had soon enough begun to buy some property in central Florence’s Borgo Ognissanti, in whose environs a bridge and the Arno riverfront are now entitled to the famous explorer.
 
The whole area, in fact, has long been associated with the Vespucci: already in 1382 a rich member of the family had funded the construction of the hospital of Santa Maria dell’Umiltà, to be erected just next to the main entrance of Palazzo Vespucci, arguably Amerigo’s birthplace (in the early 18th century both buildings were incorporated in the greater hospital of San Giovanni di Dio). Most notably, however, Vespucci’s family was responsible for the subsidy of the church of San Salvatore di Ognissanti (St. Savior of All Saints), where they also had their own chapel, majestically frescoed by Domenico Ghirlandaio: whereas the man by the name of Amerigo Vespucci hereby buried is in fact just an ancestor of the famous navigator, a portrait of the young explorer is said to be present in Ghirlandaio’s remarkable Madonna della Misericordia.
On the contrary, only a vague trace of Vespucci still remains in the so-called Palazzo Incontri in via de’ Servi
Differently from Cabot and Columbus, Amerigo descended from a wealthy family of notaries. In addition, he also received a very good education from his uncle Giorgio Antonio, a friar in the Convent of San Marco. Working as a merchant in the Renaissance City, Vespucci then connected with Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cousin to the powerful Lorenzo il Magnifico (“the Magnificent”), at the time Lord of Florence: it was precisely on behalf of the House of Medici that young Amerigo was first sent to Paris as a diplomat, and then – just before the temporary fall of the Florentine ruling family in 1494 – he was commissioned to work in the Spanish branch of the Bank of Medici in Seville, where he also got to know Columbus.
Borgo Ognissanti in central Florence where Amerigo was born
By the last years of the 15th century, Vespucci had managed to join both Spanish and Portuguese expeditions to the “West Indies” as an observer and cartographer. During his four journeys there he happened to invent the names for Venezuela (a place which looked like a “Little Venice” to him) and the present-day Brazilian region of Bahia, whose bay Amerigo called All Saints’ Bay in honor of his native neighborhood. These voyages became particularly well-known because of Vespucci’s vivid accounts, making him the first person to describe the continent as a “New World” that was not Asia at all: of particular importance, in this regard, was his letter to Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, published and spread across Europe with the name of Mundus Novus (New World).
 
Amerigo’s fame just grew to such an extent that it was not long before the local people decided to pay him homage: as a notable Florentine, a statue of him was included in the Loggiato degli Uffizi (Uffizi Gallery courtyard), while a bust was added to the peculiar facade of the Palazzo dei Visacci (Valori-Altoviti Palace) in Borgo degli Albizi. On the contrary, only a vague trace of Vespucci still remains in the so-called Palazzo Incontri in via de’ Servi, a family palace for which Sandro Botticelli himself had been commissioned to realize two panels, The Story of Lucrezia and The Story of Virginia.
 
 Just as it was the case with Columbus and the Cabots, though, Amerigo’s name continues to resonate well beyond the boundaries of his hometown. There is indeed an old house in the little hamlet of Montefioralle – not much far from Greve in Chianti, a town 30 kilometers south of Florence – which some consider the real birthplace of the great explorer: as it appears, the Vespucci family used to reside in the local castle and their last descendant was buried there.
 
Dopo aver discusso di Cristoforo Colombo, di Giovanni Caboto e delle tracce che questi grandi navigatori hanno lasciato a Genova e Venezia, il nostro tour nella “Terra degli esploratori” termina con uno sguardo più attento alle origini e alla presenza di Amerigo Vespucci nella città di Firenze. A differenza delle due antiche Repubbliche Marinare che abbiamo già affrontato, Firenze è a circa 100 chilometri dal mare più vicino. Tuttavia, durante la sua lunga storia, il luogo ha dato i natali a molti importanti marinai, come Vespucci o Giovanni da Verrazzano, che nel 1524 ha scoperto la baia di New York e Cape Cod, oltre ad altre località. Non desta certamente sorpresa che il popolo fiorentino voglia ora aprire un museo dei navigatori toscani all’interno dell’ex residenza della famiglia Vespucci.
 
Amerigo, o “l’uomo che ha dato il suo nome all’America”, come è stato chiamato (il continente prende il nome da Americus, la versione latina del suo nome), è nato a Firenze nel 1454. Secondo la tradizione, la sua famiglia era originaria di Peretola, un sobborgo della città che era allora un villaggio a sé stante: non stupisce che questo quartiere ospiti la loro casa più antica e l’aeroporto Amerigo Vespucci. Comunque, la famiglia abbastanza presto comprò una proprietà nel centro di Firenze, a Borgo Ognissanti, nelle cui vicinanze un ponte e il lungofiume Arno sono ora intitolati al famoso esploratore.
 
Tutta la zona, infatti, è stata a lungo associata alla famiglia Vespucci: già nel 1382 un ricco membro della famiglia aveva finanziato la costruzione dell’ospedale di Santa Maria dell’Umiltà, da erigere proprio accanto all’entrata principale di Palazzo Vespucci, probabilmente il luogo di nascita di Amerigo (all’inizio del XVIII secolo entrambi gli edifici furono incorporati nel più grande ospedale di San Giovanni di Dio). Ma soprattutto la famiglia di Vespucci era responsabile della sovvenzione alla chiesa di San Salvatore di Ognissanti, dove avevano anche la propria cappella, maestosamente affrescata da Domenico Ghirlandaio: mentre l’uomo con il nome di Amerigo Vespucci, lì sepolto, è solo un antenato del famoso navigatore, un ritratto del giovane esploratore si dice sia presente nella notevole Madonna della Misericordia del Ghirlandaio.
 
A differenza di Caboto e di Colombo, Amerigo discendeva da una ricca famiglia di notai. Inoltre ha ricevuto una buona educazione da suo zio Giorgio Antonio, frate nel Convento di San Marco. Lavorando come commerciante nella città rinascimentale, Vespucci si legò poi a Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino del potente Lorenzo il Magnifico, al tempo Signore di Firenze: fu proprio a nome del Casato dei Medici che il giovane Amerigo fu inviato per la prima volta a Parigi come diplomatico e, appena prima della caduta temporanea della reggente famiglia fiorentina nel 1494, fu incaricato di lavorare presso la filiale spagnola della Banca dei Medici di Siviglia, dove ottenne anche di conoscere Colombo.
 
Negli ultimi anni del Quattrocento, Vespucci era riuscito ad unirsi sia alle spedizioni spagnole che a quelle portoghesi nelle “Indie occidentali” come osservatore e cartografo. Durante i suoi quattro viaggi gli toccò d’inventare i nomi per il Venezuela (un luogo che gli sembrava una “Piccola Venezia”) e per l’attuale regione brasiliana di Bahia, la cui baia Amerigo chiamò Baia di Tutti i Santi, in onore del quartiere in cui era nato. Questi viaggi diventarono particolarmente noti a causa dei racconti vivaci di Vespucci, rendendolo la prima persona a descrivere il continente come un “nuovo mondo” che non era affatto l’Asia: di particolare importanza, a questo proposito, fu la sua lettera a Lorenzo di Pierfrancesco De ‘Medici, pubblicata e diffusa in tutta Europa con il nome di Mundus Novus (Nuovo Mondo).
 
La fama di Amerigo è cresciuta in misura tale che non ci volle molto prima che il popolo decidesse di rendergli omaggio: come fiorentino illustre, una sua statua è stata inclusa nel Loggiato degli Uffizi, mentre è stato aggiunto un busto alla particolare facciata del Palazzo dei Visacci (Palazzo Valori-Altoviti) a Borgo degli Albizi. Al contrario, rimane solo una vaga traccia di Vespucci nel cosiddetto Palazzo Incontri in via de’ Servi, un palazzo di famiglia per il quale Sandro Botticelli stesso era stato incaricato di realizzare due pannelli: La Storia di Lucrezia e La Storia di Virginia.
 
Proprio come nel caso di Colombo e Caboto, il nome di Amerigo continua a risuonare ben oltre i confini della sua città natale. C’è infatti una vecchia casa nel piccolo borgo di Montefioralle - non molto lontano da Greve in Chianti, una città a 30 chilometri a sud di Firenze - che alcuni considerano il vero luogo di nascita del grande esploratore: pare che la famiglia Vespucci usasse risiedere nel castello del posto e il loro ultimo discendente fu sepolto lì.

Receive More Stories Like This In Your Inbox

SPONSORED

Recommended

If only a lifestyle could become World Heritage

Writing for a living is at once a curse and a blessing: a curse because, believe me, writer’s block is real and hits when you least expect it. A...

“Tutte le strade portano a Roma” and some have very quirky names

Indeed, at the times of the Empire, all roads led to Rome, especially when you think the Romans are behind the creation of the first Italian and...

Venice’s mouths of truth

Venice at the height of its power conjures images of merchant traders, carnival masks and debauchery. But for all its decadence Venetian life was...

Supporting the UNESCO candidature of the Neapolitan pizza making art

The event Tu Vuò fa’ il Napoletano - Facce da Pizza landed in the USA. The first of the three gatherings in support to the candidature of the...

Searching for the origins of La Bella Lingua (Part III): Boccaccio and Certaldo

After our visits to Dante Alighieri’s native Florence and Francesco Petrarca’s hometown of Arezzo, the journey to discover the origins of la bella...

Weekly in Italian

Recent Issues