La tragedia mineraria di Hillcrest Mines: quando l'immigrazione italiana pagò con la vita

La tragedia mineraria di Hillcrest Mines: quando l'immigrazione italiana pagò con la vita

Sono trascorsi bel 103 anni da una delle più gravi tragedie del mondo del lavoro. Il 19 giugno del 1914 nella di miniera di carbone di Hillcrest Mines (Passo Crowsnest, nello Stato dell’Alberta in Canada), alle ore 9 e 40 del mattino, si verificò una tremenda e devastante esplosione.

Dei 228 minatori che a quell’ora stavano lavorando nelle viscere della terra ben 189 rimasero uccisi. I superstiti tutti gravemente feriti e mutilati. L’incidente, il più grave di sempre avvenuto in Canada, procurò una comprensibile emozione in tutta l’opinione pubblica.

Alto, purtroppo, il tributo pagato, in vite umane, dall’Italia: ben 24 morti. E tra questi, come sempre, tanti abruzzesi. I minatori provenienti dalla nostra regione e morti a Hillcrest Mines furono ben 9 ed erano tutti provenienti dalla provincia di L’Aquila. Dei loro nomi, delle loro sofferenze, delle loro vicissitudini e di ciò che soffrirono i loro cari nessuna dignitosa traccia. Trovarono la morte in quella miniera insicura, gestita dalla società “United Mine Workers of America”, e non ottennero alcuna giustizia. Nessuno pagò per la loro morte.

Le loro vedove e i loro bambini continuarono a vivere nelle baracche per poi dover, non si sa come, continuare a lottare per sopravvivere. I minatori vennero, nella quasi totalità, seppelliti in una gigantesca “fossa comune”. L’opinione pubblica e le autorità nell’immediato fecero giungere messaggi e qualche aiuto. Poi , forse complice l’arrivo della Prima Guerra Mondiale , rimase solo la colpevole dimenticanza.

Ecco i nomi dei minatori abruzzesi per restituirli  alla “memoria” della loro terra: Peter Cantalini, 33 anni, di Navelli; Sam Cantalini, 23 anni, di Navelli; Antonio Catonio, 30 anni, di Acciano; Vito Celli, 26 anni, di  Carrufo fraz. di Villa Santa Lucia degli Abruzzi; Eugenio Ciccone, 20 anni, di Carrufo fraz. di Villa Santa Lucia degli Abruzzi; Antonio Cimetta, 24 anni, di Navelli; Luigi Fortunato, 25 anni, di  Ofena; Vincenzo Fortunato, 31 anni, di Ofena, Antonio Gramacci, 21 anni, di  Navelli;

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