Siena si prende cura delle opere di Norcia ‘ferita’

Siena si prende cura delle opere di Norcia ‘ferita’
La speranza rinasce dai capolavori della città di San Benedetto in mostra nella Cripta sotto il Duomo e nel Complesso Museale Santa Maria della Scala fino al 29 ottobre 2017.
 
La Basilica di San Benedetto, la Concattedrale di Santa Maria Argentea e tutte le chiese della città e dintorni sono state distrutte lo scorso ottobre quando una scossa sismica ha colpito nuovamente, dopo quella del 24 agosto, Norcia e il territorio circostante. A seguito del terremoto, si è  provveduto alla messa in sicurezza delle opere d’arte del territorio.
 
Alcuni di questi capolavori, ricoverati nei depositi, sono ora ostra a Siena, nella Cripta sotto il Duomo, fino al  29 ottobre 2017 per raccontare la “ferita” subita dal patrimonio culturale della zona di Norcia. L’allestimento prevede un itinerario attraverso i capolavori prima custoditi all’interno di basiliche, santuari e pievi del territorio. Una serie di video, concessi dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, emateriali fotografici di fotoreporter locali permettono inoltre la visione delle fasi di recupero delle opere dopo il terremoto.Il progetto consente la presentazione del territorio di Norcia e delle sue opere a un pubblico vasto che ogni giorno raggiunge la città di Siena, facendo conoscere al turismo internazionale la drammatica realtà delle zone terremotate, ma anche il forte orgoglio civico del popolo che le abita. 
 
I promotori e gli organizzatori hanno destinato un contributo economico all’Archidiocesi di Spoleto-Norcia per le fasi di restauro e ricostruzione. Anche Siena è stata colpita da una serie di terremoti tra il 1466 ed il 1467, ma Norcia e Siena sono unite soprattutto da forti motivazioni spirituali: Norcia è la città natale di San Benedetto, fondatore dell’ordine dei benedettini, e Siena ha dato i natali a San Bernardo Tolomei, fondatore della congregazione benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto.
 
Siena si prende cura delle opere di Norcia ‘ferita’

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