La complicità di Venezia dietro le sue maschere storiche

La complicità di Venezia dietro le sue maschere storiche

Ieri come oggi le maschere di Venezia sono preziosi oggetti fatti a mano da maestri artigiani (Ph. Rossi)

Ci sono luoghi che sono sempre stati magici e che, nel corso dei secoli, non hanno cambiato la loro essenza, la loro aurea. Hanno saputo rinascere dai momenti difficili facendo sì che l’alone di splendore che li circonda non perdesse mai la sua luminosità. Che Venezia sia uno di questi luoghi magici è innegabile. Saranno i palazzi  che si affacciano sui canali specchiandosi in essi come a voler ammirare la loro bellezza; sarà l’apparente immobilità delle acque su cui la città sembra delicatamente appoggiata; saranno le gondole.
 
Sta di fatto che da secoli Venezia non ha mai perso la sua fama di città romantica e suggestiva. Questa è l’impressione che ognuno di noi ha nella sua mente, che ci sia stato o meno.  
Fra i vari simboli legati a questa città lagunare ci sono sicuramente le maschere, oggetti centrali di questo periodo carnevalizio. Già nei secoli che furono, il governo della Serenissima soleva organizzare giochi ed iniziative ludiche, a cui i cittadini non mancavano mai: gran festaioli i veneziani, ma anche libertini! 
 
Il compito della Serenissima non era facile: per frenare i comportamenti trasgressivi limitò l’uso delle maschere al solo periodo di carnevale e le prostitute e coloro che frequentavano i bordelli non potevano indossarle. Per il resto dell’anno bisognava rispettare sia le regole, che le gerarchie: almeno per avere un maggior ordine sociale. 
Ma il carnevale era un momento veramente ludico: le piazze venivano affollate e si danzava, ci si divertiva, senza alcuna differenza sociale. Dietro alle maschere si perdeva l’identità e non esisteva più la casta sociale, si creava un uniforme insieme di individui. Era forse un richiamo alla tribalità o forse un modo di poter essere qualcuno che non si è, anche solo per gioco. In fondo, ogni tanto, è bello sentirsi qualcuno di diverso, ritornando poi ad essere noi stessi. 
 
 Per questo motivo, l’importanza del carnevale era fondamentale e la professione degli artigiani che creavano maschere ebbe grande splendore dal XV secolo benché già esistesse da alcuni secoli. Divenne un’arte.  
Chi l’ha detto che l’arte sia solo pittura, musica o scultura?
 
 Le maschere di Venezia, anche oggi realizzate artigianalmente, sono un vero e proprio biglietto da visita della produzione artigianale di questa città.  La produzione delle maschere continua  durante tutto l’anno e non è limitata solo al periodo di carnevale. Camminando per le vie secondarie, dove è possibile vivere la vera Venezia, quella più autentica e fuori dai percorsi battuti dai turisti, potrete trovare delle botteghe dedicate a questi magnifici e particolari prodotti. 
 
Perché non acquistarne uno da appendere in casa come ricordo del vostro viaggio? Questo oggetto è un ottimo regalo o ricordo ed un pezzo di grande pregio. 
Le maschere sono di cartapesta e nel XVIII secolo vi erano ben 12 botteghe attive!  I maestri bottegai usavano anche la carta. Le tecniche, da allora, non si sono discostate tanto. 
Questi oggetti divennero di normale uso nella commedia dell’arte a partire dal 1750 momento in cui il drammaturgo Carlo Goldoni fu un nome ben noto. Alcune maschere divennero dei veri e propri personaggi con personalità e caratteristiche ben definite: come se avessero vita propria e carattere autonomo.
 
Colombina? Era la fidanzata di Arlecchino. Arlecchino? Povero ma sempre allegro e positivo. Pantalone, un vecchio mercante taccagno sempre a rincorrere le gonnelle delle dame.  Vi erano poi versioni di costume: una maschera tipica veneziana è la "moretta", una maschera ovale  e piccola che assomiglia vagamente ad un bottone. Questa era originaria della Francia, ma fu molto usata a Venezia. 
I veneziani usavano anche la "bauta": vi risulterà familiare questa maschera bianca con il naso allungato. Appare in molte trasposizioni cinematografiche che si riferiscono a questa città. La "bauta" permetteva di  celare il volto mantenendo l’anonimato soprattutto nelle feste, ma  permetteva di mangiare e parlare senza difficoltà. 
 
Molti altri sono i personaggi  e i costumi nati da questa folcloristica tradizione, ma sarà bello scoprirli nel fascino del carnevale veneziano o nelle botteghe di Venezia. Ora tocca a voi: calate sul volto una di queste bellissime maschere, scegliete quella che vi piace di più. Lasciatevi affascinare dai colori, dagli ori e dalla cura dei particolari. Incamminatevi verso le vie strette, dove dai canali sale la bruma e siate, anche solo per un momento, qualcuno di diverso. Finchè vorrete, Venezia celerà complice la vostra identità.

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