A San Pietro il Presepe napoletano, a Santa Maria Maggiore il più antico del mondo

A San Pietro il Presepe napoletano, a Santa Maria Maggiore il più antico del mondo

Arriva dall'Abbazia di Montevergine in provincia di Benevento il Presepe napoletano di Piazza San Pietro. Alto 7 metri con una superficie di quasi ottanta metri quadri è in stile settecentesco ed è ispirato alle opere di misericordia. Sono una ventina le figure in terracotta policroma alte circa due metri.

E’ stato offerto  invece dall’arcidiocesi di Elk nella Polonia nord orientale  il monumentale albero, un abete rosso di 28 metri di altezza  e  una circonferenza di circa dieci metri alla base. Per raggiungere  Roma ha compiuto un viaggio di più di 2mila chilometri attraverso l’Europa Centrale.

All’inaugurazione hanno partecipato due delegazioni, una proveniente dalla Campania, l’altra dalla Polonia, accolte in udienza dal Pontefice assieme  ai bambini che hanno realizzato gli addobbi. Come negli anni precedenti, si tratta di piccoli pazienti in cura presso i reparti oncologici di alcuni ospedali italiani che hanno partecipato a un programma di ceramico-terapia ricreativa organizzato e gestito dalla Fondazione contessa Lene Thun onlus.

Quest’anno sono stati coinvolti anche bambini provenienti dalle zone terremotate dell’Italia Centrale, appartenenti all’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. L’albero e il presepe rimarranno illuminati fino al 7 gennaio 2018, festa del Battesimo del Signore, celebrata la domenica dopo l’Epifania.   

L'albero di Natale  di  piazza San Pietro compie 35 anni: ha ricordato l’anniversario  il  Cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato della Città del Vaticano, nel corso della cerimonia di illuminazione . Ma dove si trova invece il presepe più antico del  mondo?   Dopo quello vivente  di Greccio inventato  San Francesco, il presepe più antico del mondo  sembra sia  quello di Arnolfo di Cambio (Colle val d’Elsa 1240- Firenze 1310) in Santa Maria Maggiore, la Basilica romana dedicata al culto della Vergine  e all’infanzia di Gesù. 

E’ anche il più toccante e commovente della storia della scultura. Basta guardare gli occhi del bue e  dell’asinello partecipi  del grande evento con quanta  dolcezza e umanità  ci guardano o le figure massicce dei pastori, gli umili a cui per primo si palesò il figlio di Dio appena nato, per comprendere la grandezza di questo architetto e scultore (suo è il progetto di Palazzo Vecchio e della Basilica di Santa Maria del Fiore a Firenze).  P

rima rappresentazione scultorea della Natività nella storia, il Presepe sarebbe  stato  commissionato  al celebre architetto da Papa Niccolò IV che fu anche il primo frate francescano a divenire Papa. Le otto statue del Presepe, la Madonna col Bambino al centro, San Giuseppe appoggiato al  bastone, le teste del bue e dell’asinello e i  Re Magi, uno dei quali inginocchiato sembrano scolpiti a tutto tondo, in realtà sono altorilievi su una superficie di marmo. 

La Madonna col Bambino  è un’aggiunta del 1500 (l’originale sarebbe andato perduto). Elegante e raffinata negli intagli, la scultura ricorda per alcuni aspetti il gotico francese dello stesso periodo a cui però non manca l’impronta realistico-romanica  della scuola di Nicola Pisano a cui l’artista si formò. Uno stile unico tuttavia contraddistingue la solennità delle figure e la disposizione scenica.  Ispirandosi al  presepe di Greccio, Arnolfo realizzò un apparato scultoreo in grado di celebrare la Natività in tutta la sua sacralità, coniugando bellezza stilistica e ricerche realistiche avviate in quegli anni, gli stessi che segneranno il passaggio dall’età medievale a quella moderna.

La Basilica posta sulla sommità del monte Esquilino è conosciuta anche come “Sancta Maria ad Praesepem” perché secondo la tradizione  conserverebbe nella cripta i resti della mangiatoia dove Gesù Bambino venne deposto la notte della nascita. Arnolfo di Cambio, una delle personalità più complesse e originali  del gotico italiano, si formò alla bottega di Nicola Pisano con lui lavorò all’Arca di San Domenico nell’omonima chiesa a Bologna (1264-67)e al pulpito del duomo di Siena (1265-1269). Protagonista indiscusso della scena  artistica romana,  nella città eterna realizzò i cibori delle chiese di San Paolo fuori le Mura e  di Santa Cecilia in Trastevere oltre alla celebre statua in bronzo di San Pietro in trono, oggetto di grande  venerazione nella Basilica vaticana.

 

 

 

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