Musica e azione. Amore e pallottole. ‘Ammore e malavita’: what a feeling!

Musica e azione. Amore e pallottole. ‘Ammore e malavita’: what a feeling!

Giampaolo Morelli e Serena Rossi (Ph LaBiennalediVenezia foto ASAC)

Intelligenti. Ironici. Spiazzanti. I Manetti Bros. sono sbarcati al Festival del Cinema di Venezia circondati da quell'aura di “the next big thing” e fin dall'anteprima stampa della loro nuova opera, il musical Ammore e malavita, è stato subito chiaro che avrebbero fatto il pieno di risate e consensi.

Napoli, terzo millennio. Una comitiva di turisti stranieri è in giro per la città in un tour organizzato. L'audace guida li porta fino a Scampia, dinnanzi alle celebre “vele”, i degradati palazzi residenziali, terra di riprese della celeberrima serie televisiva Gomorra. E lì succede. Una donna della comitiva viene scippata. Superato lo shock iniziale, ecco il resto della ciurma felicitarsi per l'incredibile emozione provata: essere derubati a Scambia, e lì parte una prima indescrivibile canzone. La storia poi entra nel vivo. Don Vincenzo (Carlo Buccirosso), "o' re do pesce", subisce un attentato ed è solo grazie all'intervento delle proprie guardie del corpo dette le tigri, Ciro (Giampaolo Morelli) e Rosario (Raiz, cantante degli Almamegretta, ndr), che riesce a riportare a casa la pelle. Stressato oltre modo, si fa convincere dalla moglie cinefila, donna Maria (Claudia Gerini), a inscenare la propria morte come in un film di 007 per poi fuggire all'estero godendosi i milioni. Donna Maria ha già tutto in testa. Tempo fa comprò un paio di scarpe in un negozio il cui venditore era la copia spiccicata del marito. Non resta che farlo fuori e mettere lo sventurato nella bara.

La farsa va in scena ma il destino fa un brutto scherzo. Mentre il vero Don Vincenzo è in ospedale, ovviamente nascosto e con la complicità del personale, viene visto da una zelante infermiera reperibile, Fatima (Serena Rossi). Una testimone di tal portata va subito eliminata. Le tigri si mettono prontamente sulle sue tracce ma quando Ciro ce l'ha a portata di mirino, la donna lo riconosce. È proprio lui, l'amore adolescenziale mai dimenticato e interrotto bruscamente dopo la morte del padre di lui. La macchina-di-morte Ciro s'inceppa. I sentimenti tornano a galla. Ciro deve decidere e fa la sua scelta. Una coraggiosa scelta d'amore. Una scelta che farà di lui il bersaglio degli uomini di Don Vincenzo. C'è un piccolo problema. Per volontà della stessa moglie del boss, Ciro è stato addestrato a tutto il possibile immaginabile. A parte Rosario, sa sparare e combattere come nessuno. Non sarà facile fermarlo.

Eroe del film, il napoletano Giampaolo Morelli, uno degli ultimi acquisti della banda dei ricercatori in Smetto quando voglio – Masterclass. Altro grandissimo protagonista, anch'esso cuore partenopeo, Carlo Buccirosso, già diretto dai Manetti in Song'e Napule (2014). Dopo tanti ruoli da comprimario (incluso La grande bellezza di Paolo Sorrentino, vincitore del premio Oscar come Miglior film straniero), Buccirosso si è consacrato al grande pubblico con Noi e la Giulia (2015, di Edoardo Leo). Il palcoscenico femminile invece è tutto una questione tra Claudia Gerini e Serena Rossi. La prima è un'ex-proletaria, mai accettata dalla famiglia (potente) del marito. Una donna decisa a tutto pur di continuare a vivere nell'opulenza. L'altra è l'anima candida. La stessa capigliatura afro le conferisce un'aria dolce e teneramente ingenua. Attenzione però, mai sottovalutare una donna, specie quando vede il suo grande amore con le spalle al muro. Colonna sonora a dir poco spettacolare e una versione “napuletana” di What a Feeling (Flashdance) che è già entrata nella leggenda.

Rimasto a mani vuote dai riconoscimenti ufficiali della Mostra del Cinema, Ammore e malavita ha fatto il pieno dei premi collaterali, a cominciare dal doppio prestigioso Premio Francesco Pasinetti – SNGCI per il Miglior film e il miglior cast.  Menzione speciale poi al Premio Soundtrack Stars per le musiche di Pivio e Aldo De Scalzi e infine il premio La Pellicola d'Oro a Daniele Spinozzi per il migliore direttore di produzione di un film italiano. Guardando ai prossimi mesi, è indubbio che Ammore e malavita dei fratelli Marco e Antonio Manetti sarà uno dei sicuri protagonisti della prossima edizione dei David di Donatello. Dopo il successo veneziano, la pellicola è già nelle sale italiane (01 Distribution).

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