Sollima, il virtuoso del violoncello che ha incantato anche Los Angeles

Sollima, il virtuoso del violoncello che ha incantato anche Los Angeles

Il musicista siciliano Giovanni Sollima è l'ideatore di 100 cellos, la più grande reunion di violoncelli al mondo (Ph Francesco Ferla)

Giovanni Sollima, dopo essersi diplomato in violoncello e composizione al conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo, ha collaborato con Claudio Abbado, Giuseppe Sinopoli, Philip Glass, Patti Smith, Martha Argerich. Nel 1993, insieme ad altri compositori, ha scritto "Requiem per le vittime della mafia", eseguita nella Cattedrale di Palermo a un anno esatto dalla strage di Capaci. Nel giugno scorso ha partecipato al Piatigorsky International Cello Festival di Los Angeles, con un’improvvisazione eseguita durante il gala d’apertura. Il Piatigorsky è organizzato con la collaborazione dell’University of Southern California Thornton School of Music e la Los Angeles Philharmonic, in partnership con la Los Angeles Chamber Orchestra.
 
“100 Celios”, uno dei suoi progetti più importanti, lo ha visto dirigere con Enrico Melozzi cento musicisti di età, origine ed esperienza diversa, reclutati tramite i social network, nella più grande reunion di violoncellisti del mondo. Recentemente i 100 si sono esibiti al Ravenna Festival, dopo i concerti tenuti a Torino, Roma, Milano, Budapest e altre importanti città.
 
Giovanni Sollima è un virtuoso del cello, un compositore in grado di instaurare una particolare empatia con il suo strumento, che lo porta a fondere i ritmi mediterranei con la vena melodica italiana, raccogliendo le varie epoche musicali dal barocco al metal rock. L’artista siciliano scrive soprattutto per il violoncello, contribuendo alla creazione di un nuovo repertorio per questo strumento. 
Sollima ha all’attivo numerose collaborazioni con registi quali Marco Tullio Giordana, Mirko Locatelli e Peter Greenaway. Per Roman Paska ha composto la colonna sonora di “Prove per una tragedia siciliana”, il racconto documentario del viaggio in Sicilia che l’attore e regista italo-americano John Turturro ha compiuto alla ricerca delle proprie origini. Al musicista siciliano La Chicago Symphony Orchestra commissionò un concerto per due violoncelli per se stesso e il Maestro Yoyo Ma, presidente onorario di “100 celios”.
 
Yo-Yo Ma è un violoncellista cinese naturalizzato statunitense, nato a Parigi da genitori di origini cinesi, sua madre, Marina Lu, è una cantante, mentre suo padre, Hiao-Tsiun Ma è un direttore d’orchestra e compositore. I genitori si trasferirono a New York quando l’artista aveva solo sette anni. Yo-Yo Ma è vincitore di molti Grammy Awards, noto anche per aver partecipato alla serie di film “Inspired by Bach” (Ispirato da Bach), dove interpreta in vari modi le sei suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach. Nel 2007 ha eseguito il brano “Malena” pubblicato nell’album “We all love” di Ennio Morricone.
 
Sollima e Yoyo sono legati da profonda stima, come testimonia la dichiarazione di quest’ultimo rilasciata al The Philadelphia Inquirer: “He makes me look like a pussycat!” said Ma, 54, sounding proud and almost relieved. “He’s very elusive. He goes silent for months at a time. You just can’t find him. He’s a supervirtuoso of the cello. He studied with (the eminent) Antonio Janigro but plays like a jazz musician and is part performance artist. He has no fear, and that’s unusual in the classical world – we’re all terrified of wrong notes”.
“Sonate di terra e di mare” è il suo tredicesimo lavoro discografico, un progetto in cui la fusione di generi diversi, così vicini e allo stesso tempo lontani dalle basi classiche, raggiunge sonorità intatte grazie anche alla liuteria elettronica di Luca Rinaudo.
 
L’album propone brani di alcuni musicisti siciliani a cui Sollima ha offerto la sua arte: Giacomo Cuticchio, Marcello Bonanno, Pietro Bonanno, Giovanni Giannone e Gianluca Cangemi.
La tracklist si apre con “Scherzo” di Giacomo Cuticchio, un breve componimento musicale dall’eloquente titolo. L’inizio di “Bauci” è caratterizzato da un’atmosfera d’attesa cui il violoncello di Sollima pone fine, trasportando il discorso musicale in una dimensione in cui elettronica e acustica si fondono in una propria sonorità, basata su invenzione e gioco combinatorio. Infatti, i brani “Bauci", "Armilla", "Ottavia" e "Cecilia", si rifanno a “Le città invisibili”; il romanzo in cui Italo Calvino adottò la tecnica della “letteratura combinatoria”, con l'obiettivo di rendere visibile la struttura della narrazione al lettore, per accrescerne il grado di consapevolezza.
 
Marcello Bonanno è l’autore di "Variationes Super Ave Maris Stella" brano cupo e introspettivo, Pietro Bonanno ha composto "Vag mut al nua" un dialogo tra pianoforte e violoncello vicino alle sonorità moderne.
 
Il "Minotauro" di Giovanni Giannone rende il labirinto di Cnosso chiuso, stretto e buio, grazie alla magia dell'ispirato violoncellista e del suo liutaio elettronico. “Sonata cangiante” di Gianluca Cangemi è il filo d’Arianna che porta fuori dal labirinto, con frenetici cambi di ritmo, forse il punto più lontano dal cosiddetto movimento classico, uno sguardo verso l’avanguardia che ampia la visione del progetto.
 
Sollima insegna all'Accademia di Santa Cecilia a Roma dove è anche accademico effettivo. “Sonate di terra e di mare” è un viaggio nel mondo della musica vera, senza confini e schemi preconfezionati, un’operazione che trova nel talento dei suoi autori la chiave per realizzarlo.

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