Lo SkinSuit dei ricercatori italiani di Dainese si prepara per il viaggio su Marte

Lo SkinSuit dei ricercatori italiani di Dainese si prepara per il viaggio su Marte

Il presidente della Repubblica Mattarella consegna a Lino Dainese il premio Leonardo per l'innovazione

Dopo la missione spaziale Iriss del Settembre 2015 durante la quale l’astronauta danese Andreas Mogensen ha per la prima volta testato SkinSuit, Dainese – celebre marchio italiano di abbigliamento protettivo all’avanguardia - torna nello spazio, proteggendo Thomas Pesquet impegnato  nella missione “Proxima”. 
 
Risultato della partnership tra la European Space Agency  e il Dainese Science and Research Center, e studiata per essere indossata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, SkinSuit è in grado di esercitare sul corpo degli astronauti, che operano in assenza di gravità, una pressione crescente in direzione testa-piedi simulando il peso normalmente imposto dalla massa corporea sulla Terra. 
In questo modo, spiega Dainese, SkinSuit contrasta l’allungamento della spina dorsale in assenza di gravità applicando al corpo dell’astronauta una compressione verticale, senza compromettere comfort e movimenti. SkinSuit è una tuta realizzata completamente su misura da Dainese e prevede più di 150 misurazioni del corpo dell’astronauta. 
 
L’azienda italiana fondata nel 1972 da Lino Dainese conferma così il suo impegno nella ricerca di soluzioni innovative per la protezione dell’uomo e guarda costantemente al futuro nell’esplorare le possibili evoluzioni del rapporto tra natura, arte e scienza. 
 
Dainese ha recentemente supportato Saci, Studio Arts College International, nel simposio “Da Galileo a Marte: Rinascimento della Scienza e delle Arti”, evento tenutosi a Firenze in presenza di ospiti di eccellenza quali Dava Newman, vicedirettrice di Nasa, Nicole Scott, astronauta di Nasa, ingegnere ed artista, l’astronauta italiano Paolo Nespoli, l’architetto e designer Guillermo Trotti, nonché l’artista Lia Halloran. 
 
Per l’occasione, sono state esposte le due tute spaziali di Dainese SkinSuit e BioSuit, una tuta spaziale studiata per il primo viaggio umano sul Pianeta Rosso previsto intorno al 2030 che applica il concetto delle “linee di non estensione”, esercitando una pressione meccanica sul corpo dell’astronauta senza però comprometterne la mobilità. 
La più recente tecnologia made in Dainese si chiama D-air, definito così: “l’airbag che protegge il corpo dell’uomo nello sport di oggi e si prepara per la mobilità di domani, verso Marte”.
La storia di Dainese inizia in Italia a Molvena nel 1972. 
 
Lino Dainese, giovane motociclista e imprenditore, comincia a progettare e produrre abbigliamento protettivo per motociclisti. Prendendo ispirazione dalle geometrie delle armature medioevali e del mondo naturale, per Dainese l’innovazione tecnologica per la protezione dello sportivo diventa una vera missione. Per Dainese sicurezza significa protezione, comfort e affidabilità, elementi dal cui sapiente equilibrio nascono prodotti in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze di utilizzatori diversi. 
 
Chi usa la moto in pista ha bisogno di un diverso bilanciamento tra protezione e comfort rispetto a chi si muove in città con uno scooter: sono i tecnici di D-Tec (Dainese Technology Center) a trasferire nel modo più adeguato le esperienze estreme delle competizioni in una collezione nella quale tutti i tipi di motociclista possono trovare il prodotto più adatto. 
Ricerca e sviluppo e competizioni sono quindi le fondamenta di un percorso iniziato più di quarant’anni fa. Da Giacomo Agostini a Valentino Rossi, Dainese è entrata a far parte del motociclismo con i più grandi piloti, con l’invenzione di prodotti come il paraschiena, i knee slider, o grazie all’evoluzione di prodotti esistenti con l’introduzione di tecnologie e materiali innovativi. 
 
È Dainese che concepisce la progettazione “testa-piedi” che integra i vari componenti dell’abbigliamento e delle protezioni del motociclista e ne ottimizza le prestazioni e i pesi. Ed è Dainese che realizza D-air, la protezione intelligente per motociclisti basata sulla tecnologia air bag. D-air è un dispositivo di sicurezza di tipo airbag a controllo elettronico integrato nella tuta indossata dal pilota. Il primo pilota a sperimentarlo in gara è stato Marco Simoncelli in classe 250 durante il Gran Premio motociclistico di Valencia disputatosi il 4 novembre 2007 a Valencia, Spagna. Durante lo stesso evento, il dispositivo è stato provvidenziale in altri due episodi, che hanno visto protagonisti Simone Grotzky Giorgi e Michael Ranseder, entrambi in classe 125. Grazie a questo tipo di protezione, l'azienda vince il Premio Italiano della creatività per l'introduzione di tecnologie e materiali innovativi.
Nel 2011 Dainese firma un con la Federazione Internazionale Sci per lo studio dell'applicazione del sistema D-air alle discipline di sci più veloci come la discesa libera e il SuperG.

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