Il piemontese Vigo, eroe della frontiera americana con tanto di scuse presidenziali postume

Il piemontese Vigo, eroe della frontiera americana con tanto di scuse presidenziali postume

Nel 1778 il piemontese Francesco (Francis) Vigo si pose al servizio del patriota americano George Rogers Clark

Per molti anni fu considerato analfabeta. Un amico contemporaneo, pronto a scriverne la biografia, fu ucciso in duello prima di poterlo fare e il materiale raccolto venne distrutto o andò disperso. 
 
Quella di Francesco Vigo è una vita costellata di ombre scure e azioni coraggiose unite dal comune denominatore dell'oblio e del riconoscimento tardivo per il servizio reso alla nascita degli Stati Uniti.
 
La riabilitazione per Vigo arrivò a più di quaranta anni dalla sua morte, nel 1876, con il governo americano disposto a versare la somma di 50mila dollari agli eredi in riconoscenza del suo impegno a favore dell'indipendenza. E con il presidente Franklin Delano Roosevelt che fece pubblica ammenda, attribuendo a Clark e Vigo il merito di aver liberato tutto il territorio del nordovest dalla presenza degli inglesi: "Il patriota di nascita italiana colonnello Francesco Vigo è secondo soltanto al generale Clark fra coloro ai quali gli Stati Uniti sono debitori della liberazione delle regioni del Nordovest".
 
Giuseppe Maria Francesco Vigo nacque a Mondovì, in Piemonte nel 1747. Arrivato all'età dell'adolescenza, fuggì di casa per arruolarsi giovanissimo nell'esercito spagnolo. Prestò servizio sotto l'impero spagnolo combattendo a Cuba e successivamente nell'area di New Orleans. Trasferito nel 1772 a St. Louis, il giovane piemontese iniziò la sua vita di frontiera. Nell'avamposto del West, Vigo strinse amicizia con il governatore spagnolo, don Fernando de Leyba e abbandonò l'esercito per dedicarsi all'amministrazione ufficiale dei suoi affari divenendone l'agente nel commercio delle pellicce. Gli ottimi affari portarono il giovane piemontese a stringere forti legami con le tribù indiane del territorio. In pochi anni il piemontese si trasformò in un vero uomo della frontiera stringendo amicizia con George Rogers Clark, un virginiano che allo scoppio della rivoluzione americana, a soli 26 anni, fu nominato comandante di tutte le forze americane del West. Clark trovò nell'italiano un amico leale e pronto a sostenere la causa americana. 
 
Vigo scelse di appoggiare la causa americana quando la guerra si incendiò anche nei selvaggi territori dell'Ovest. A un esiguo gruppo di 175 uomini della frontiera venne affidato il compito di contrastare il nemico e grazie alla sua preparazione militare il piemontese guidò disciplinatamente i volontari negli assalti espugnando le posizioni sia con la forza che con l'astuzia. Clark e Vigo, raggiunsero prima Fort Massac, attraversano l'Illinois e uscirono vincitori negli scontri di Kaskaskia, Cahokia e Vincennes. 
Fu proprio l'episodio di Vincennes a regalare all'italiano i gradi di eroe dell'indipendenza. 
 
Vigo si fece catturare da un gruppo di indiani alleati degli Inglesi e rinchiuso nel forte comandato dal generale Henry Hamilton poté muoversi liberamente per studiarne i punti deboli. Appena liberato (a patto di trasferirsi a St.Louis) l'italiano raggiungense le forze americane nell'alta valle del Mississippi, spronandole a invertire la marcia e ad attaccare subito il forte difeso in quel momento da pochi uomini. Vigo anticipò personalmente 8000 dollari per finanziare la campagna militare e l'aiuto si rivelò essenziale per portare a compimento l'azione di attacco. 
 
La marcia a ritroso per arrivare a Fort Vincennes divenne leggendaria nell'epopea americana: marciando sotto piogge torrenziali, immersi nell'acqua fino al petto e tenendo alti i fucili e i corni della polvere, camminando anche durante le terribili bufere di neve, il gruppo americano arrivò a Fort Vincennes il 23 febbraio 1779 cogliendo completamente di sorpresa il nemico. 
 
Il successo della campagna fu tale da rendere per sempre inoffensiva la presenza inglese nel territorio del nordovest per il resto della guerra. Ma i meriti conquistati sui campi di battaglia da Clark e Vigo vengono presto dimenticati. Clark non ottenne alcun riconoscimento per il suo impegno militare e visse il resto della vita da uomo di frontiera combattendo gli indiani.
 
Vigo venne ricevuto dal presidente Washington nel 1789 e investito del titolo di agente indiano. La nomina non gli permise però di riavere i soldi anticipati a Clark per la campagna militare costringendolo per il resto della vita all'indigenza. Alla sua morte, avvenuta nel 1836, perfino l'impresa funebre dovrà lamentare una perdita di 20 dollari per una sepoltura impossibile da pagare!
 Nel 1818 lo stato dell'Indiana nominò la Contea di Vigo in suo onore. Nel 1932 una statua fu eretta in suo onore a Vincennes.

Receive More Stories Like This In Your Inbox

SPONSORED

Recommended

Dal sindaco al capo della polizia: a Philadelphia per barba e capelli tutti dal ‘barbiere abruzzese’

Dal sindaco al capo della polizia: a Philadelphia per barba e capelli tutti dal ‘barbiere abruzzese’

Celestino Ambrosini, uno dei più grandi barbieri di Philadelphia, era abruzzese. Nacque a Chieti nel 1858 (un’altra fonte colloca la sua data di...
Cento anni fa la Grande Guerra. Storia di Francesco Rossi, Medaglia d’Oro

Cento anni fa la Grande Guerra. Storia di Francesco Rossi, Medaglia d’Oro

Si è tenuta l’11 novembre a Paganica, presentando il volume “Cento anni fa la Grande Guerra – Il contributo reso dai cittadini in armi del Comune di...
Dal sogno americano del padre abruzzese alla Guerra di Corea del figlio italo-americano

Dal sogno americano del padre abruzzese alla Guerra di Corea del figlio italo-americano

Nello Valoroso (Valorosi) nacque il 3 agosto del 1927 a Madera Country in California. Ma le sue origini, di cui andò sempre fiero, erano abruzzesi...
A lui è intitolato il Montagna Simposium on the Biology of Skin che ogni anno richiama centinaia di studiosi in Oregon

A lui è intitolato il Montagna Simposium on the Biology of Skin che ogni anno richiama centinaia di studiosi in Oregon

Quando nacque a Roccacasale (L’Aquila), sull’Europa stava per abbattersi la prima grande tragedia bellica mondiale ma quel 6 luglio 1913 in casa...
Donna Gemma, maestra nell’arte della terra e fotografa del profondo Sud

Donna Gemma, maestra nell’arte della terra e fotografa del profondo Sud

L’arte, la cultura, la creatività, la determinazione delle donne del profondo Sud, soprattutto negli anni difficili della prima metà del Novecento,...

Weekly in Italian

Recent Issues