A Castel Gandolfo si aprono, per la prima volta nella storia, le stanze private dei Papi

A Castel Gandolfo si aprono, per la prima volta nella storia, le stanze private dei Papi

In tempi recenti la residenza estiva dei Pontefici è stata abitata da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

Dopo i Giardini di Villa Barberini e la Galleria dei Ritratti dei Papi si aprono le porte, ed è la prima volta nella storia, delle stanze private dei Pontefici.
“E’ un evento dal forte valore simbolico perché rappresenta la politica pastorale dell’attuale Papa, volta alla condivisione” ha dichiarato il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci.
 L’apertura  degli appartamenti privati  del Pontefice a Castel Gandolfo, che riceve ogni giorno visitatori di ogni parte del mondo, riveste un valore simbolico  aggiunto a quello della condivisione della bellezza voluto da Papa Francesco e si inserisce nella sua volontà di costruire ponti anche culturali con tutti i Paesi del mondo, in particolare con la Cina, Paese sempre più al centro delle attenzioni della diplomazia vaticana.  
 
Per celebrare l’inaugurazione  alla presenza del cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato e della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, è stato offerto un concerto di musica popolare cinese dal titolo “La Bellezza ci unisce” realizzato dal gruppo musicale femminile della Guangzhou Opera House. Si è voluto  così promuovere,  nell’ambito  di un’occasione tanto significativa, il ruolo dell’arte come ambasciatrice  per la creazione di ponti culturali.
 
A sottolineare come il linguaggio artistico possa essere portavoce di pace fra i popoli del mondo la presenza dell’artista  Cui  Zimo, gran maestro della tradizione calligrafica cinese che, mentre nel Cortile pontificio si innalzava il soave canto e la musica delle eteree fanciulle di Guangzhou, realizzava un’interpretazione calligrafica intitolata Anima Mundi. L’artista ha spiegato che l’ispirazione per l’opera è partita dal particolare della mano creatrice di Dio nell’affresco michelangiolesco della Cappella Sistina. Il successivo incontro con il Papa e la calorosa stretta della sua mano ha scatenato l’insight, mani che si incontrano, in nome dell’amore, amore misericordioso, amore della bellezza e dell’arte. 
 
L’Appartamento pontificio del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, per secoli privatissimo rifugio estivo dei Pontefici,   aperto al pubblico secondo il percorso espositivo ideato e gestito dai Musei Vaticani, si può visitare ogni giorno tranne la domenica (orari consultabili sul sito ufficiale dei Musei Vaticani www.museivaticani.va).  
Papa Francesco ha rinunciato a  risiedere qui durante l’estate (è noto che anche da arcivescovo di Buenos Aires non ha mai fatto vacanze  e da  Papa i pochi giorni di riposo li trascorre nella sua piccola residenza a Santa Marta),  e ha voluto condividere con tutti questo luogo. 
 
“La non presenza del Papa in queste stanze - ha spiegato il curatore delle collezioni storiche dei Musei Vaticani Sandro Barbagallo - rientra nella storia stessa del Palazzo. Su 33 papi  dalla fine del 500 solo 15 vi hanno abitato”. Tanti i luoghi  esclusivi da visitare, a cominciare dalla  camera da letto dove la grande storia si mescola con la piccola storia: nel 1944, dopo lo sbarco di Anzio, i dintorni di  Castel Gandolfo si trasformarono in un sanguinoso campo di battaglia. La Camera da letto del Santo Padre venne in quei  tragici mesi riservata alle partorienti nascoste da Papa Pacelli e molti bambini nati nel letto del Papa vennero in suo onore chiamati  Eugenio o Pio. 
 
Dalla Camera da letto si passa alla Cappella privata  dove pregarono insieme Benedetto XVI e Francesco durante il loro primo  incontro  pochi giorni dopo l’elezione di quest’ultimo.
Alla Cappella segue la Biblioteca  e lo Studiolo dei Pontefici, gli ambienti riservati al segretario particolare e al cameriere di sua Santità, la splendida galleria Alessandro  VII decorata con le vedute pastorali affrescate  da Pier Leone Ghezzi.
 
 Sarà possibile ammirare  il Salone degli Svizzeri, riservato alla guardia armata che dal 1506 presta servizio per il  Papa, la Sala del Trono, la sala della Musica, il salottino verde, la Sala del Concistoro. A Castello Gandolfo si rifugiavano spesso  Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI: le sere d’estate non era raro ascoltare le note del suo pianoforte mentre interpretava i suoi autori preferiti, Mozart, Bach, Beethoven. 
 
Arte e fede, piccola e grande storia, l’incontaminata bellezza del paesaggio. Il palazzo si afafccia sul meraviglioso cratere del lago di Albano, nel luogo dove si ipotizza sorgesse la mitica AlbaLonga, i viali di lecci, cipressi e mortella conducono al Ninfeo della  Madonnina, un laghetto di ninfee e pesci rossi che ricorda la Giverny di Monet. 
 
Il panorama è superbo in qualunque stagione dell’anno.In estate si viene a prendere il fresco quando impazza la canicola sulla Città eterna e magnifico è l’autunno con i colori e l’atmosfera dolcemente malinconica  che avvolge ogni cosa rendendola come ovattata. D’inverno il clima è dolce in attesa dell’esplosione della primavera con i fiori di ogni specie che sbocciano negli splendidi giardini ricchi di marmi, statue, fontane.  
 
Raccontiamo ora la storia a partire da quella più antica: l’intera tenuta papale, curata da 55 persone che lavorano e vi risiedono con le loro famiglie, coincide con l’immensa residenza dell’imperatore  Domiziano (81-96 d.Cr.) che l’amava così tanto da trascorrervi negli ultimi anni della sua vita circa sei mesi l’anno. Rabirio, l’architetto delle costruzioni di Domiziano sul Palatino, qui innalzò ville, portici e teatri. Rimangono di quell’epoca il teatro privato riportato alla luce negli anni ’70, le scalinate, il portico, i camerini degli attori, il grande criptoportico. 
 
Costantino alla Basilica di san Giovanni Battista, attuale Cattedrale di Albano, conferì la possessio Tiberii Caesaris, cioè l’area della Villa di Domiziano.   
Attorno al 1200 la famiglia genovese dei Gandolfi costruì il Castello da cui prende il nome.   Passata ai successori e per tre secoli alla famiglia Savelli, fu sotto il pontificato di Clemente VIII Aldobrandini che la Camera apostolica prese possesso di Castel Gandolfo con la Bolla  detta Congregazione dei Baroni del 27 maggio 1604 e venne incorporata con decreto concistoriale nel dominio temporale della Chiesa. Paolo V Borghese vi apportò notevoli migliorie, ma  fu Urbano VIII Barberini nel 1623, che aveva requisito ai Savelli  Rocca Priora e il Palazzo apostolico, ad eleggerlo a residenza estiva dei Pontefici.  
 
Alla costruzione del Palazzo apostolico venne chiamato   Carlo Maderno e vi lavorò anche Gian Lorenzo Bernini, fra i massimi artisti del Barocco che a San Pietro poneva mano al superbo colonnato. Il Palazzo apostolico  venne completato sotto  Alessandro VII Ghigi con la nuova facciata verso la Piazza,  l’ala verso il mare e la grande galleria costruita su disegno del Bernini. Con i Patti Lateranensi del 1929 le Ville di Castel Gandolfo vennero dichiarate  dominio extraterritoriale  della Santa Sede assumendo le attuali  dimensioni con l’acquisizione di  Villa Barberini. In quel periodo vennero impiantati giardini di nuovo disegno fra cui quelli splendidi del Belvedere. 
 
Pio IX tornò a villeggiare apportandone miglioramenti e sempre  Pio XI creò una Fattoria i cui prodotti riforniscono ancora oggi  la Città del Vaticano. 
Nel 1934 venne qui trasferita la  Specola Vaticana, l’osservatorio astronomico e l’Istituto di ricerca scientifica di Roma affidati ai Gesuiti. Lo spazio, concesso da papa Pio IX, divenne operativo nel 1935. La nuova struttura fu dotata dei mezzi più potenti, con una cupola girevole di 8,5 metri per il nuovo rifrattore visuale, e un'altra cupola di 8 metri per ospitare un moderno doppio astrografo, dotato di uno spettrografo per la ricerca astrofisica. Vennero inoltre installati laboratori di spettroscopia per lo studio dei numerosi meteoriti collezionati dalla Specola, e un'ampia biblioteca. Nel 1965 fu installato un Centro di Calcolo per ospitare i computer necessari alle sempre più avanzate ricerche astrofisiche.

Receive More Stories Like This In Your Inbox

Recommended

A Pentecoste non perdete la suggestiva pioggia di rose rosse dal lucernaio del Pantheon di Roma

A Pentecoste non perdete la suggestiva pioggia di rose rosse dal lucernaio del Pantheon di Roma

La Pentecoste, che cade nella domenica successiva il cinquantesimo giorno dopo il sabato di Pasqua, nella tradizione cristiana commemora la discesa...
A Cortona per riappropriarsi della memoria storica della Grande Guerra

A Cortona per riappropriarsi della memoria storica della Grande Guerra

Tra i tanti buoni motivi per visitare Cortona, antica città di origine etrusca, di cui conserva ancora le mura, c’è anche una mostra che aiuta a...
Firenze con gli occhi di Ramon Van der Ven

Firenze con gli occhi di Ramon Van der Ven

Fino al 19 maggio l’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte di Firenze ospita la mostra Italian Hours, che raccoglie 28 dipinti...
Milan Urban Railway Tour day 2

Milan Urban Railway Tour - 2 nd Day | Italia Slow Tour

Italia Slow Tour Ambassador Roxana Iacoban took a trip throughout Milan going along the local Urban Railway line. Her second day of tour started in...
Milan Urban Railway Tour

Milan Urban Railway Tour - 1st Day | Italia Slow Tour

Italia Slow Tour Ambassador Roxana Iacoban took a trip throughout Milan going along the local Urban Railway line.

Weekly in Italian

Recent Issues